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PAPA/ Pisapia: senza il "cuore" di Francesco non c'è legge (buona) che tenga

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Papa Francesco (Infophoto)  Papa Francesco (Infophoto)

Bergoglio sottolinea il pericolo di ledere la dignità delle persone, di creare cioè dei "mostri" da mettere in prima pagina condannandoli "al diprezzo sociale prima che vengano condannati". Si tratta di un pericolo concreto di cui abbiamo esperienza quotidiana che va affrontato senza però minimamente ledere un altro diritto sacrosanto e inviolabile come quello della libertà di stampa.

Su questo punto si inserisce il delicato tema delle intercettazioni. La mia posizione è chiara, la magistratura deve poter utilizzare uno strumento fondamentale per le indagini e l'attuale norma non ha necessità di esssere modificata ma solo di essere rispettata: oggi, infatti, le intercettazioni telefoniche e/o ambientali, che sono mezzi di ricerca della prova, dovrebbero essere autorizzate dal Gip solo quando "assolutamente indispensabili ai fini della prosecuzione delle indagini". Necessaria e urgente è, invece, la modifica delle norme relative alla pubblicazione del contenuto di tali intercettazioni, in particolar modo quando vengono coinvolte persone estranee alle indagini che vedono violata la loro privacy senza giustificazione alcuna. Su questo bisogna avere la forza e il coraggio di fare passi avanti a tutela, non solo delle vittime dei reati o di chi, non indagato, viene direttamente o indirettamente intercettato, ma anche a tutela delle stesse indagini e della presunzione di non colpevolezza fino a condanna definitiva.  

C'è infine un aspetto di straordinaria importanza che Papa Francesco prende in esame ed è quello che riguarda le diseguaglianze economiche e sociali come causa della delinquenza. Il Pontefice sottolinea come per prevenire il flagello della corruzione del crimine organizzato "non basta avere leggi giuste, è necessario formare persone responsabili e capaci di metterle in pratica". Il compito del giurista non è quello di indicare le regole morali da seguire per essere persone responsabili, però è certo che da sole le norme, anche le più giuste, non risolvono tutti i problemi e questo Papa Francesco lo sa bene. 

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COMMENTI
16/07/2014 - La rieducazione (luisella martin)

Pare importante - e l'articolo ricorda che è costituzionale - la rieducazione del condannato. Ma anche la vittima ed i famigliari della vittima dovrebbero essere sostenuti nel riaffermare i principi educativi che li hanno portati a fidarsi degli altri, a non chiudersi nella difesa aprioristica di sè e dei propri beni. Tali principi, offesi talora irrimediabilmente dal delitto di altri, dovrebbero essere finalmente scelti da chi ha commesso il reato,ma allo stesso tempo devono essere riconfermati da coloro che, spesso proprio per averli seguiti, ne sono risultati vittime.