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IL CASO/ "La ministro" e "la chirurga", quando la parità di genere fa a pugni con la lingua

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Pare che Susanna Camusso (S) non voglia farsi chiamare "segretaria" (Infophoto)  Pare che Susanna Camusso (S) non voglia farsi chiamare "segretaria" (Infophoto)

Questa è una difficoltà più seria: imporre un uso quando le dirette interessate recalcitrano sembra difficile. Ma il fatto è che il fronte non è così compatto. Da un lancio in Google effettuato il 12 luglio 2014 (e da prendere con tutta la cautela del caso) risulta che il ministro Boschi / Giannini / Lorenzin (tre ministre del governo Renzi) è dominante, ma gli esempi di la ministra vanno dal 4,8% per Maria Elena Boschi al 3,8% per Beatrice Lorenzin (c'è poi una quota dell'ibrido la ministro + cognome di donna, da sconsigliare anche per ragioni grammaticali).

Come andrà a finire? Se lo vorranno, sta ai direttori di giornali, ai conduttori di spettacoli televisivi, ai responsabili dei blog, tanto più se donne, di favorire il tipo la ministra invece di il ministro, senza parlare nemmeno di la ministro. 



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