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PAPA/ Bignami (ex Prima linea): la giustizia? O diventa "carne", o non c'è

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Susanna Ronconi e Sergio Segio durante il processo a Prima linea nel 1980 (Immagine d'archivio)  Susanna Ronconi e Sergio Segio durante il processo a Prima linea nel 1980 (Immagine d'archivio)

Questa particolare attenzione voluta dal legislatore, il dover fare i conti con i drammi concreti e non con gli astratti travagli della Storia, contribuì non poco ad approfondire una riflessione non solo oggettiva, ma anche capace di farsi cambiamento soggettivo, personale, del cuore. Come scrive Papa Francesco, la sfida è che «[…] le misure adottate contro il male non si accontentino di reprimere, dissuadere e isolare quanti lo hanno causato, ma li aiutino anche a riflettere, a percorrere i sentieri del bene, a essere persone autentiche che, lontane dalle proprie miserie, diventino esse stesse misericordiose». Nell'ottobre dell'anno precedente era stato, inoltre, approvato un pacchetto di provvedimenti, la cosiddetta legge Gozzini-Casini, che accordava a tutti i detenuti, tra l'altro, l'accesso ai permessi premio e alle misure alternative alla pena. 

Se l'Italia oggi non ha una prigionia politica ad avvelenare un clima già abbastanza malato, migliaia di donne e di uomini dietro alle sbarre a svolgere il ruolo del "grande spauracchio", a testimoniare l'incapacità di mediazione e l'impossibilità del cambiamento – a tutti, ai riformisti e ai radicali, a chi sta nel sistema e a chi vuole cambiarlo con il conflitto – lo dobbiamo a quei quattro anni straordinari in cui ognuno diede il meglio di sé, nei quali si manifestò un modo paradossale, ma straordinariamente efficace, di fare cose buone e giuste.



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