BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

ARTE/ Per conoscere bastano gli occhi? Ecco come andar per musei in vacanza

Pubblicazione:

Filippo Lippi, Adorazione del Bambino (particolare) esposto agli Uffizi di Firenze (Immagine d'archivio)  Filippo Lippi, Adorazione del Bambino (particolare) esposto agli Uffizi di Firenze (Immagine d'archivio)

Io condivido pienamente il suo pensiero, quando afferma che sarebbe auspicabile veder campeggiare all'ingresso del museo la scritta: "Non deve per forza piacerti tutto".  Che significa che hai diritto – o dovere − di scegliere qualcosa che ti corrisponda, che faccia risuonare qualche corda inattesa. Insomma, hai il diritto di vivere un'esperienza del museo. Perché come ha scritto Tolstoj nel suo libro Che cos'è l'arte?, del 1897, "l'arte buona è sempre comprensibile a tutti".

Se vi trovate in Italia avete solo l'imbarazzo della scelta. Ma qualunque sia la vostra meta cercate innanzitutto di scoprire il genius loci, il legame di quel luogo con la storia, il paesaggio, il carattere della gente, il cibo… Conoscere e assaggiare i salumi toscani può essere un'esperienza fondamentale per comprendere più a fondo l'arte. Un esempio? Sullo sfondo dell'affresco di Ambrogio Lorenzetti che rappresenta Gli effetti del buon governo, nel Palazzo Pubblico di Siena, appare un maiale scuro con una larga fascia bianca: si tratta della cinta senese, antica razza suina che ancor oggi è utilizzata a Siena per la produzione di ottimi salumi. Quando poi uscirete dalla città antica, scendendo verso la valle, avrete ancora negli occhi la rigogliosa campagna ritratta nel dipinto e vi accorgerete di quanto sia fedele al paesaggio reale che si dispiega davanti ai vostri occhi. Perché per conoscere non bastano gli occhi. Bisogna attivare tutti i sensi per offrire alla mente il maggior numero possibile di elementi affinché possa ritrovare le relazioni che la realtà presenta. Suggerisco a tal proposito la lettura del bel libro di Tiziano Scarpa, Venezia è un pesce (Milano, Feltrinelli, 2000), in cui l'autore ci accompagna a scoprire Venezia con tutti i sensi, per farci accorgere che lo stereotipo turistico che noi abbiamo di una delle città più famose a mondo corrisponde ben poco alla sua vera natura.

Si può approfittare delle vacanze anche per scoprire l'arte più vicina a noi. Provare per un giorno a fare i turisti nella città dove abitiamo o dove andiamo a lavorare è un'esperienza da provare. Se Innocenzo Smith, l'"uomo vivo" descritto da Chesterton, faceva il giro del mondo per ritrovare il gusto e la bellezza di casa propria, perché non fare un giro in città alla scoperta delle sue bellezze artistiche più o meno nascoste? Vi assicuro interessanti e inaspettate emozioni. Anche in questo caso ho un suggerimento letterario, il libro di Aldo Nove, Milano non è Milano (Bari, Laterza, 2006). Anche per chi non è milanese la lettura può offrire spunti per un'osservazione non turistica, per arrivare a scoprire che il genius loci non è un fatto del passato, che anche oggi le nostre città esprimono nella forma lo spirito di chi vive e costruisce ogni giorno spazi di vita. 

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.