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ARTE/ Per conoscere bastano gli occhi? Ecco come andar per musei in vacanza

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Filippo Lippi, Adorazione del Bambino (particolare) esposto agli Uffizi di Firenze (Immagine d'archivio)  Filippo Lippi, Adorazione del Bambino (particolare) esposto agli Uffizi di Firenze (Immagine d'archivio)

Non so voi, ma io per tutto l'anno accumulo una quantità indefinita di attività da svolgere "quando sarò in vacanza": libri da leggere (innanzitutto), persone da incontrare, improbabili lavori di bricolage e – soprattutto - mostre da vedere e luoghi e monumenti da visitare. Poi le vacanze arrivano e mi trovo sempre impreparata a scegliere da dove cominciare. Se avete dei figli in età scolare, poi, vi capiterà che tra i loro compiti estivi ci sia anche la visita a una mostra o a un museo o a un luogo monumentale significativo.

Se vi ritrovate in questa descrizione, i suggerimenti di questo articolo vi potranno essere utili. Cosa vedere? Come? Quanto?

Cominciamo a considerare cosa non vedere: non sentitevi obbligati a visitare tutti i musei che si trovano nel raggio di 50 chilometri dalla località in cui siete in vacanza. Meglio vedere poche cose, gustandovele e scegliendo qualche opera da aggiungere alla vostra lista dei preferiti. Il tour de force dell'arte non porta a grandi risultati, se non una certa confusione nei ricordi, una volta che si è tornati a casa.

E poi evitate di portare i bambini nei luoghi dell'arte solo quando piove, perché non si introduca nelle loro menti l'idea che il tempo dell'arte è quello in cui non si può fare nessuna delle attività divertenti come giocare, andare al mare o fare una passeggiata in montagna. Siccome quando piove ci si annoia, dove andare se non al museo, visto come un vero luna park della noia?

Un'indicazione fondamentale che vale per tutti: prima di cominciare una visita a un museo, a una mostra o a un monumento prendetevi un po' di tempo per un caffè, uno spuntino, una merenda, andate in bagno e liberatevi da borse e giacche; in modo da essere bendisposti ad ogni nuovo stimolo ed esperienza che certamente non mancheranno. 

I musei. Grandi, piccoli, di arte antica, moderna, contemporanea, frutto di collezioni private o raccolte organizzate nel tempo grazie a donazioni e acquisizioni. Dall'indagine Istat del 2013 risulta che in Italia siano 4.588, tra istituzioni pubbliche e private.  

È difficile smontare il pregiudizio sul museo visto come un grande frigorifero destinato a conservare opere che sono molto importanti e che probabilmente noi non potremo mai comprendere fino in fondo. Va detto che i musei non aiutano molto a dissuadere da questo pregiudizio, ma sono sempre di più gli spazi e i sussidi che permettono ad ogni tipo di pubblico di iniziare un percorso di avvicinamento al patrimonio storico-artistico, fino a che possa avvenire una relazione personale con le opere.

Se vi chiedete per quale motivo frequentare i musei, vi consiglio di leggere un piccolo libro di Alan Bennett, Una visita guidata (Milano, Adelphi, 2008). Lo scrittore, drammaturgo e attore britannico descrive con ironia e intelligenza pregi e difetti di un museo monumento di se stesso come la National Gallery di Londra. 



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