BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Maria Luisa Spaziani, si può amare più di Montale

Pubblicazione:

Maria Luisa Spaziani (1922_2014) (Immagine d'archivio)  Maria Luisa Spaziani (1922_2014) (Immagine d'archivio)

Aveva talento? O semplicemente "stile", il bello stile che è stato distrutto da quelli del Gruppo 63 e che ora si sta faticosamente risignificando senza cadere in nostalgie copiative di cui sono piene le fastidiose e inutili auto-pubblicazioni che invadono e intossicano il terreno poetico attuale?

Lei aveva talento, eccome; e forza, e competenza. Aveva saldezza di arte, ma la sua fortezza è diventate con il tempo la sua prigione; ha passato tempi duri e bui. Ha scelto il ruolo dell'amante ma ha anche voluto andarsene; poi si è tenuta il merito. Possiamo giudicarla per questo? Anche altre grandi donne sono state compagne di grandi autori, solo che lei si è presa il migliore; Ungaretti pure, seppure dopo la morte della moglie Jeanne, ebbe una giovane amica, una promessa poetica di cui non ci si ricorda manco più...

Maria Luisa Spaziani è davvero stata una grande: le sue sono tutte poesie d'amore. Montale non lo è mai stato, un grande amante intendo, le sue più belle parole d'amore sono state scritte dopo la morte della moglie ("ho sceso dandoti il braccio..."), troppo tardi! Ce le godiamo noi. Ma lei, Maria Luisa, non ha mai smesso di coltivare il sentimento amoroso e ne ha cosparso tutta la sua opera: non estasi né follia, come la Merini, ma la misura lucida e dolorosa della sua presenza, della nostalgia, della necessità dell'amore in dosi precise chimiche, dignitose; a volte alchemiche, raramente mistiche.

Se la Merini è una quasi-Medea, una Cvetaeva in dimensione italica, lei è stata l'Achmatova, la vestale, la composta e furibonda vedova, dignitosissima e illacrime. La padrona di casa, armata di perle. Armata di parole. Ascoltiamola:

"Quella freccia"

Si tende tutto l'essere in un urlo
di desiderio. Voglio la parola
lancinante, assoluta, che cancelli
scialbature di sempre.

Quella freccia che infilza dritta il cuore
mentre sorride l'Angelo, tremenda
voglio quella parola (la pronuncia
l'Angelo, ma oltre una vetrata) -

l'ha sentita Teresa? Ogni parola
al di qua della freccia è un'eresia.
È assoluta la rosa se si fonde
alla tua pelle - e le spine sul cuore. 




 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.