BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Quella memoria (quasi) "morbosa" che ci rende felici

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Ebbene, Francesco Piccolo è capace di guardare se stesso e gli altri con il rispetto tipico dell’umorismo. Il suo sguardo libera dalle forme le situazioni e le persone coinvolte nelle circostanze. Direi che la felicità trascurabile di Piccolo scaturisce da questo sguardo benevolo e umoristico sulla realtà, sguardo che non censura nulla e abbraccia tutto, cercando di non perdere nulla del reale e di non sprecare nulla della vita e dell’uomo. 

Cremète, personaggio della commedia di Terenzio Heautontimorùmenos (Il punitore di se stesso), mostrando le ragioni del suo interesse per il prossimo, afferma: “Homo sum, nihil humani a me alienum esse puto”, ovvero “Sono uomo, niente di ciò che è umano reputo a me estraneo”. Così, la commessa buffa e un po’ grottesca che non sa trattare il cliente viene apprezzata nella sua simpatica ingenuità. Racconta Piccolo: “Entro in un negozio di scarpe, perché ho visto delle scarpe che mi piacciono in vetrina. Le indico alla commessa, dico il mio numero, 46. Lei torna e dice: mi dispiace, non abbiamo il suo numero. Poi aggiunge sempre: abbiamo il 41. E mi guarda, in silenzio, perché vuole una risposta. E io, una volta sola, vorrei dire: e va bene, mi dia il 41”.

Le piccole cose, le circostanze quotidiane e apparentemente trascurabili possono ricoprire un momentum del tutto rilevante. In latino la parola momentum ha anche il significato di “importanza”, così il titolo ha, in realtà, un valore ossimorico e la trascuratezza della circostanza può diventare, invece, sinonimo di rilevanza. Alcuni racconti sono veri e propri episodi della vita di Piccolo che saranno centrali nella sua esistenza. Un esempio su tutti: la storia del fidanzamento con una ragazza di periferia senza motorino o automobile, bionda e dalla pelle scura. Dal centro della città lui doveva andare a prenderla attraversando ben otto volte i passaggi a livelli rischiando, talvolta, di trovarli tutti abbassati, mentre non una volta gli capitò di trovarli alzati. Pur innamorato di lei, decise di lasciarla, troppo stanco di quei viaggi estenuanti. Dopo tanti anni, con il 1990 e i mondiali in Italia, venne costruito un sottopassaggio. Piccolo ricominciò così “a vedere la ragazza bionda dalla pelle scura più spesso” e non sentì “più resistenze al suo amore […]. C’è voluto tanto tempo per convincerla che” era sincero e che non aveva mai smesso di amarla. Quella ragazza “non ha mai sospettato dei passaggi a livello e del sottopasso”. Dopo alcuni anni è diventata sua moglie.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.