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IRLANDA/ La ribellione di Pasqua e quella "bellezza terribile" che Joyce non capì

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Liberazione sessuale alla Lawrence, dunque, con i soliti cliché che, attraverso il '68, sarebbero giunti indenni fino ai giorni nostri? Dipende dai punti di vista; soprattutto tenendo conto del fatto che Joyce proprio tanto libero non era, vista, ad esempio, la sua pluriennale dipendenza dai bordelli. Ma l'Irlanda non pendeva dalle sue labbra; e, pur tra sangue e sudore, trovò una via diversa. 



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COMMENTI
31/07/2014 - la ribellione di Pasqua (lucia corucci)

Gent.le Redattrice, Interessante e non scontato il suo contributo sulla storia di Irlanda .Mi permetto di proporle alcune osservazione su Joyce che,certo,le conoscerà anche meglio di me.Joyce non era certo lontano,al tempo degli avvenimenti ricordati,perché in vacanza.Aveva lasciato con la moglie Dublino e si manteneva insegnando inglese alla Berlitz.A Trieste ebbe allievo Svevo e quando sia stato importante questo sodalizio non importa dirlo.Vero che il maestro non era poi così favorevole all'indipendenza irlandese :non perché fosse filoinglese, più per La convinzione che certi radicali problemi della sua terra non fossero cmq risolvibili con un indipendenza piu de iure che de facto.Vengo alla conclusione:Joyce anticattolico.Non era certo praticante,ma quanta ricerca nell'Ulisse e quanta attesa...andava per bordelli...?se sì niente moralismo....si legga , nell'Ulisse,proprio l'episodio relativo (il modello si sa..) cmq a me nn risulta ? Lui amava Nora grazie Lucia Corucci. (