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PIER GIORGIO FRASSATI/ Il giovane "normale" che ha unito il frammento all'eterno

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Pier Giorgio Frassati (1901-1925) (Immagine d'archivio)  Pier Giorgio Frassati (1901-1925) (Immagine d'archivio)

Sua mamma, colta dalla disperazione, cercò di procurare a suo figlio la gioia di ricevere per l'ultima volta la comunione. Era un venerdì, il giorno che dedicava alle visite ai poveri. Con il pensiero rivolto a loro più che a sé. Pier Giorgio chiese un foglio di carta ed una penna e con la mano irrigidita dalla paralisi, in una grafia quasi illeggibile, scrisse: "Ecco le iniezioni di Converso la polizza è di Sappa lo dimenticata rinnovala a mio conto".

Sabato 4 luglio alle 4 del mattino gli venne amministrato il sacramento degli infermi. La poliomielite divorò in una settimana la fibra sana e robusta di quel giovane bellissimo. Alle sette di sera si abbandonò sereno; la cameriera corse in cucina e scrisse sul calendario: "Irreparabile sventura! Povero San Pier Giorgio". Era Santo e Dio lo volle con sé.



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