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LETTURE/ La crisi del Padre e la "profezia" di Pirandello

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La pittura metafisica di Giorgio De Chirico (1888-1978) (Immagine d'archivio)  La pittura metafisica di Giorgio De Chirico (1888-1978) (Immagine d'archivio)

D'altro lato, i sentimenti dei familiari sussistono solo in relazione a lui: il dolore della Madre scaturisce dalle sue decisioni, la vendetta della Figliastra contro di lui è rivolta, e lo sdegno del Figlio è tutto per lui. 

La relazione tra Padre e Figlio è quella che esprime con maggiore asprezza il conflitto in atto, poiché si carica anche del significato dello scontro tra le generazioni e, più profondamente, del ripudio della propria origine. Il Padre è ben consapevole del motivo dell'impassibilità che il Figlio mantiene nei suoi confronti per quasi tutta l'opera: "Mancata tra me e lui la madre, è cresciuto per sé, a parte, senza nessuna relazione né affettiva né intellettuale con me". Poco dopo il Figlio rievoca il suo trauma, consistito nell'essersi visto un giorno la Madre tornare a casa con i tre nuovi nati; solo allora prorompe in un'accusa disperata contro il genitore: "(con esasperazione violenta) − e che ne sai tu, come sono? Quando mai ti sei curato di me?". In seguito i due verranno alle mani, confermando con questo gesto esteriore il loro intimo conflitto.

Benché tutto testimoni dello sfaldamento dei legami familiari, resta un paradosso: il Figlio, intenzionato ad abbandonare il teatro in cui si trova e la famiglia, non è in grado di andarsene; si avvicina alle due scalette laterali del palcoscenico, ma non riesce a scenderne gli scalini "come legato da un potere occulto". Si vede allora che i legami familiari, per quanto odiati e rinnegati, restano fondamentali nella definizione dei personaggi: essi devono rimanere insieme per essere se stessi, così come insieme concluderanno il dramma. Si legge in loro l'alternativa tra la concezione dell'uomo come individuo e come persona: tra un'entità autosufficiente – che nel testo pirandelliano, di fatto, non si dà – e un essere che vive oggettivamente di relazione con l'altro da sé, segnatamente innanzitutto della relazione con chi lo ha generato.

Dramma intenso, questo di Pirandello, che, sicuramente, non ha smesso di interrogarci e di insegnarci qualcosa.



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