BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

PAPA/ Il magistrato: giustizia e perdono, ecca la "riforma" di Francesco

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Infophoto  Infophoto

L'auspicio finale offre all'attenzione degli studiosi di diritto penale il modello della giustizia divina, la cui essenza è quella di offrire al peccatore il perdono, presentandosi dunque come una giustizia superiore, allo stesso tempo equanime e compassionevole, senza che vi sia contraddizione tra questi due aspetti.

Il perdono non elimina né sminuisce l'esigenza della correzione, propria della giustizia, e non prescinde neppure del bisogno di conversione personale, ma va oltre, cercando di ristabilire i rapporti e di reintegrare le persone nella società.

Le misure penali dunque non devono accontentarsi di reprimere, dissuadere ed isolare quanti hanno causato il male, ma devono aiutare i delinquenti a riflettere, a percorrere i sentieri del bene, ad essere persone autentiche che, lontano dalle proprie miserie, diventino esse stesse misericordiose.

Ecco dunque l'auspicio della Chiesa: che la giustizia sia umanizzatrice e genuinamente riconciliatrice, portando il delinquente, attraverso un cammino educativo e di coraggiosa penitenza, alla riabilitazione e al totale reinserimento nella comunità.

Quanto bello sarebbe, aggiunge il Pontefice, se il perdono non restasse unicamente nella sfera privata, ma raggiungesse una vera dimensione politica e istituzionale per creare così rapporti di convivenza armoniosa.

Il messaggio del Papa si chiude con la preghiera fatta a Dio di riversare il dono della saggezza agli studiosi di diritto penale. Osservo che tale preghiera sarebbe superflua sol che quegli stessi studiosi accogliessero le proposte di Francesco per orientare in modo totalmente diverso dal passato la politica penale degli Stati, superando la concezione carcerocentrica ed abbracciando decisamente la rivoluzionaria prospettiva così ben delineata in sole tre paginette di vera "saggezza penale".



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.