BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Franz Werfel e la "trappola" del moralismo borghese

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Sull'orlo della paranoia, nel timore di mettere a repentaglio la propria immagine di marito fedele e di burocrate integerrimo a causa di tale scandalo, il protagonista, che già si prefigura di venir sottoposto a un'inchiesta avvilente, in realtà è lui stesso a volersi sottoporre per la prima volta a un sincero esame di coscienza. Ne emergerà una constatazione tanto impietosa quanto avvilente: egli ha trascorso un'esistenza intessuta di menzogne, reticenze, compromessi e perbenismo di facciata. Con un unico periodo felice: quello trascorso a suo tempo accanto a Vera, la sola donna da lui amata sul serio, ma che poi abbandonò per evitare una possibile richiesta di divorzio da parte della moglie. Eppure anche questa volta nulla d'eclatante verrà a sconvolgere il ménage del nostro ignavo conformista che, dopo aver scoperto in un colloquio con Vera di non essere il padre del giovane ebreo, tornerà tra le braccia di Amelie e al proprio tran tran rassicurante.

Romanzo sull'inautenticità e sull'infedeltà innanzitutto nei confronti di se stessi − tra fraintendimenti e tradimenti, fra futili ambizioni e vane agnizioni − Una scrittura femminile azzurro pallido è al contempo un disincantato j'accuse contro l'ipocrisia, gli speudovalori e il moralismo piccolo-borghese incarnati da buona parte della classe media tedesca durante il travagliato periodo d'involuzione politica, culturale ed anche etica che contrassegnò i cruciali anni Trenta. Avvalendosi di un mirabile, davvero ben oliato meccanismo narrativo che letteralmente avvince il lettore dalla prima all'ultima pagina e di una scrittura nitida, precisa, direi anzi implacabile, Franz Werfel riesce a far emergere in modo esemplare la squallida banalità del protagonista: specchio fedele della miseria morale e umana di tutto un ceto sociale disponibile a ogni tipo di connivenza, meschinità e disimpegno pur di mantenere intatta la propria condizione privilegiata.  



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
12/08/2014 - Articolo su Werfel (Gianpaolo Massetti)

Ai romanzi citati dall'autore dell'articolo vorrei aggiungere quello straordinario scritto da Werfel su Bernadette Soubirou "L'ultimo canto di Bernadette", esente da ogni forma di pietismo e che svela una sorprendentemente conoscenza tanto dei fatti come della teologia cattolica.