BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

PRAGA/ Quando la fede dà il volto a una città

Pubblicazione:

Sul Ponte Carlo a Praga (Infophoto)  Sul Ponte Carlo a Praga (Infophoto)

Maestri di questo nuovo e dirompente linguaggio estetico sono stati i gesuiti. E difatti S. Salvatore si trova a uno degli angoli del vasto complesso del Clementinum: l'insieme degli edifici di cui la Compagnia di Gesù a Praga fece il centro della propria incisiva militanza missionaria ed educativa, con la fondazione di una università che, opponendosi agli orientamenti alternativi di una parte consistente dell'élite boema, conquistò nel corso del tempo, attraverso le aspre lotte politico-religiose della prima età moderna, il monopolio dell'istruzione superiore nell'ambito locale. Il Clementinum dei gesuiti surclassò e riassorbì in sé il Carolinum, l'università più antica, legata al potere civile che dominava sulla regione. Il primo dei due istituti divenne il polo di una sacralità decisamente "pubblica", aperta all'impegno operoso nel campo sociale, che alimentava una nuova, e più moderna, cultura cattolica, destinata ad affermarsi dopo la rottura con le scelte filoprotestanti degli eredi della Chiesa hussita e con la messa in discussione del nazionalismo religioso difeso dalla nobiltà ostile alle interferenze straniere. Per ottenere questo, fu necessario riconfermare il legame privilegiato con la casa degli Asburgo, uscito sostanzialmente indenne dalla sanguinosa guerra dei Trent'anni, combattuta tra il 1618 e il 1648, e poi ulteriormente consolidato. 

Tornati sulla piazza e lasciato S. Salvatore alle spalle, sulla destra si può ammirare un'altra bella chiesa barocca: S. Francesco. Ma soprattutto, poco più avanti, varcato l'arco della torre, ci si inoltra sul lungo tappeto di pietra del Ponte Carlo. Per il semplice fatto di esistere, il Ponte ci ricorda che l'identità religiosa e civile dell'antica Boemia cattolica, se oggi ci appare come il frutto di una felice simbiosi, fondata su pilastri robusti al pari di quelli delle costruzioni che si ammirano dovunque si volga lo sguardo, è anche l'esito di scontri sofferti tra opzioni e proposte nettamente divergenti. Se una di queste ha avuto la meglio e si è radicata nella tradizione di un popolo che l'ha fatta propria, significa che ha saputo rispondere in modo più compiuto alle attese dei suoi fruitori, e solo così ha potuto vincere la sfida inesorabile del contatto con la storia degli uomini in lotta tra loro, trasmettendosi in eredità alle generazioni succedutesi nei tre secoli seguenti.

Durante lo scontro trentennale tra gli Asburgo e i boemi sostenuti dalle potenze protestanti del Nord Europa, lo stesso Ponte Carlo fu teatro di battaglia a difesa della Città Vecchia, minacciata dalle truppe svedesi che assediavano la capitale del regno dalla sponda occidentale della Moldava. Cessate le ostilità, per impulso in particolare dei gesuiti il Ponte fu arricchito da una doppia fila di statue, disposte sui suoi due lati, che riproducevano le immagini dei grandi santi patroni di Praga e della Chiesa boema, trasformandosi in un monumento di perenne celebrazione di quello spicchio di cielo a cui i boemi congiungevano il senso del loro destino. 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >