BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

MEETING 2014/ "Il destino troverà la strada": chi ha compiuto la profezia di Virgilio?

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Particolare del Colosseo (Infophoto)  Particolare del Colosseo (Infophoto)

I centenari sono utili perché richiamano alla riflessione sulle grandi date della storia. Pochi giorni fa si è celebrato il secondo millenario della morte di Augusto, fondatore dell'impero romano. Si tratta di un personaggio che ha segnato la storia dell'occidente e della nostra cultura, qualunque sia il giudizio che si voglia dare della sua opera. Con la lettura di testi proposta quest'anno cerchiamo di rivivere, attraverso le parole di alcuni significativi poeti dell'epoca, l'atmosfera di quegli anni: la frase recata nel titolo può essere intesa come una sintesi della tensione che anima l'età di Augusto. Non ci interessa il giudizio storico sulla figura dell'imperatore e sulla sua attività, ci interessa constatare un fatto abbastanza singolare. L'epoca di Augusto è un'epoca di attesa. Roma sta uscendo da una crisi pesantissima, decenni di lotte intestine hanno prodotto inimicizie e lutti: nemmeno la situazione sociale ed economica è uscita indenne da queste vicende sanguinose. Vi è una diffusa sensazione di instabilità. 

Scaturisce inevitabilmente da questa situazione una sensazione di stanchezza e un desiderio di rinnovamento che riporti fiducia e benessere. Nei testi dell'epoca si individua come una percezione: la speranza che questo desiderio di novità stia per avverarsi e che Roma e la sua gente possano riavere quella tranquillità sociale e quel benessere che le ultime generazioni non avevano potuto provare, e che anzi avevano contribuito a dissipare. Per fare questo non basta l'attività del singolo: occorre una figura energica e dotata di carisma che avvii l'opera di ricostruzione e di risanamento sociale e morale. Vi è come una tensione carica di aspettativa, come se qualcosa di grande e di positivo stesse per affacciarsi: è questa la trama fondamentale di molti dei testi che presentiamo. Per il romano dell'epoca Roma rappresenta il culmine e il centro della storia: l'impero che Roma ha realizzato, attraverso i sacrifici di lunghe campagne militari e attraverso l'attuazione di uno stile di vita severo, incarna agli occhi dell'uomo romano ideali di giustizia e di pace. Questi ideali si sono appannati per un breve momento, ma ora sta per venire qualcuno che ne opererà la restaurazione. Non per nulla la politica di Augusto fa continui riferimenti alla tradizione avita e al mos maiorum, quello stile di vita che ha reso grande Roma e i suoi abitanti.

Per noi che viviamo a duemila anni di distanza da quegli avvenimenti e che possiamo considerare conclusa l'esperienza di Roma e del suo impero, la prospettiva cambia. Augusto è un personaggio della storia, e certamente un grande personaggio, ma il vero centro ideale dell'epoca non si incentra né sulla sua figura né sull'impero di Roma. 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >