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NICHILISMO/ Vorremmo "creare" il senso delle cose, ma non possiamo

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Il volto del timoniere di Ulisse, gruppo della Scilla (I sec. a.C.)  Il volto del timoniere di Ulisse, gruppo della Scilla (I sec. a.C.)

Ma che cosa vuol dire, a sua volta, "senso"? In che modo possiamo comprendere questo fenomeno? C'è da dire, anzitutto, che "senso" non è sinonimo di "spiegazione". Il senso, rispetto a qualcosa, mi dà la motivazione, non già il motivo, cioè appunto la causa, come invece fa la spiegazione. Il senso mi propone un orientamento preliminare, un punto di riferimento in base al quale regolare il mio agire e il mio pensare. E tale riferimento non è affatto spiegabile. Ne è una riprova il fatto che, anche una volta che uno stato di cose risulta pienamente spiegato, possiamo ancora interrogarci sul suo «perché». Insomma: il senso è qualcosa che viene accolto preliminarmente da chi lo intende assumere. E solo così esso è in grado di guidare il nostro pensiero e la nostra azione.

Non confondiamo dunque la «logica» del senso con quella della spiegazione. Il senso rimanda infatti a un orizzonte che risulta irriducibile a ciò che, a partire da esso, viene compreso e motivato. La spiegazione, invece, individua la responsabilità di un evento ponendola allo stesso livello di questo evento stesso, dal momento che, in un legame di tipo causale, sussiste sempre una relazione di prossimità tra esplicante ed esplicato. Il senso apre, per dir così, una dinamica verticale: ciò che dà senso si colloca infatti in una dimensione ulteriore rispetto a quella che lo riceve. La spiegazione, invece, fa rimanere sullo stesso piano colui che cerca e ciò che gli viene offerto come risposta: vincola tutto allo stesso orizzonte, condanna a non fuoriuscire dalla dimensione del finito.

Il problema, di fronte all'indifferenza, è dunque quello di recuperare la motivazione. Contro il nichilismo, contro la persuasione che tutto sia nulla. Non si tratta, come si vede, di qualcosa che riguarda e che può essere trattato, magari con rimedi farmacologici, come una semplice depressione. La depressione è semmai un modo specifico, psicologicamente connotato, in cui il fenomeno dell'indifferenza, considerato in tutta la sua complessità, può venire a manifestarsi. La questione di fondo è un'altra: è quella di risvegliare il fatto che vivere significa vivere secondo un orientamento. E questo orientamento non sono io che me lo pongo.

Se infatti fossi io il creatore dell'orientamento, come ritiene l'individualismo autocentrato, potrei anche esserne il distruttore. Ma un senso posto dagli esseri umani non è davvero il senso, non è in grado di darmi punti di riferimento, di orientarmi nelle mie relazioni. Il senso è qualcosa di donato, o non è.



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