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GUARESCHI/ 2. Il "Mondo" è piccolo, ma la Provvidenza governa la storia

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L'umorismo ha un altro vantaggio: ci libera da uno dei peggiori mali italici, che lo scrittore parmense individuava nella retorica: "Uno dei mali maggiori che affliggono questa nostra terra è il male della retorica − scriveva − . La retorica che ama i luoghi comuni e le frasi fatte. La retorica aggravata dalla retorica dell'anti-retorica". Le storie di Guareschi esprimono contenuti ben più profondi ed articolati di quelli di un raccontino edificante e sentimentale, pur attraverso un modello letterario semplice da leggere e comprendere ma non meno importante ed educativo. Si potrebbe dire che Guareschi abbia rivitalizzato un genere letterario antichissimo, quello della parabola. Molto semplice, ma anche estremamente impegnativo, perché il confronto è da far tremare i polsi: è con il Vangelo, che non fa conferenze teologiche, ma racconta la vita e svela l'uomo attraverso immagini semplici, le parabole, appunto. Guareschi lo fece, perché non aveva paura di essere cristiano. Era la sua identità, chiara e precisa, e lontana da ogni ideologismo. 

"Noi non apparteniamo a nessun ismo – scrisse sul suo giornale, il Candido −. "Abbiamo un'idea, sì, ma non finisce in ismo. La cosa è molto semplice: per noi esistono al mondo due idee in lotta: l'idea cristiana e l'idea anticristiana. Noi siamo per l'idea cristiana e siamo perciò con tutti coloro che la perseguono e soltanto fino a quando la perseguono. Quando, a nostro modesto avviso, qualcuno si distacca da questo principio, chiunque sia (fosse anche il nostro parroco) noi diventiamo automaticamente suoi avversari. Siamo contro ogni forma di violenza, e perciò non possiamo ammettere nessuna guerra santa. Per noi la guerra è sempre un delitto da qualunque parte venga dichiarata. La nostra strada è dritta e su di essa camminiamo tranquilli. Alla fine, magari, ci troveremo con sei lettori in tutto".

Alla fine invece furono − e sono ancora oggi − milioni i lettori di quelle storie intense, vere, grondanti umanità concreta, umorale, pulsante. Guareschi era un uomo che guardava al Bene e al Buono. "Il che è bello e istruttivo": in questa frase, che era divenuta una sorta di suo tormentone negli articoli che firmava e nel suo primo romanzo di ambientazione familiare, La scoperta di Milano, c'è tutto lo sguardo con cui questo scrittore prendeva in considerazione la realtà, per imparare da essa, per raccontarla.

Guareschi maestro di umanità, maestro cristiano, dunque? Possiamo immaginarci Giovannino schermirsi dietro i baffoni: niente di speciale, per carità: la sua era una virtù nostrana, alla buona, umile. Dice la voce del Cristo al pretone della Bassa, in "Il compagno don Camillo": "L'eroismo del soldato di Cristo è l'umiltà e il suo vero nemico è l'orgoglio".



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COMMENTI
29/08/2014 - Provvidenza (luisella martin)

Questo bellissimo articolo mi ha riportato alla mente mio padre (Guareschi era il suo giornalista prediletto) e la sua fede cristiana, tutta immersa nel reale e fuori dai bisbigli delle sacrestie. Le condizioni di partenza non sono uguali per tutti, sicché qualcuno capisce subito e, per altri ci vuole una vita intera per trovare il segreto della felicità… Per questo c'è bisogno di chi governi la storia come un Re giusto e questi è la Provvidenza; a tutti coloro che ne riconoscono i passi Essa indica la strada giusta verso la Luce.