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LETTURE/ Benson e quello scontro tra la Razza Umana e la Chiesa cattolica

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Eppure di Felnsenburgh non si ode che una frase nel romanzo, lo si vede solo da lontano, non se ne conoscono origini e spostamenti, mentre di Father Franklin, umile prete londinese e futuro Papa Silvestro, si conosce tutta la vita interiore  e l'intima comunione che cerca con Dio attraverso la preghiera e la meditazione, a cui Benson dedica pagine e pagine, mostrandocene anche lo sguardo di stupore che porta al sole che si leva, o il suo chinarsi sui moribondi prima che li raggiungano i ministri dell'eutanasia. Father Franklin e Felsenburgh sono fisicamente identici, ma nel mondo dominato dalla Fede nell'Uomo, che adora la statua della Maternità, versione blasfema della Vergine Madre, il Lord of the World, il Signore e Padrone del Mondo, è Lui, Felsenburgh, (rigorosamente con la maiuscola così come Holiness, Sua Santità Pope Silvester), e Benson lo tratteggia perché abbia esattamente le caratteristiche dell'Anticristo, che vince attraverso la fede nel materialismo, la sua arma più efficace nella lotta contro Dio, perché nega il trascendente nell'uomo. E come rivolgersi per un aiuto al vero Signore del Mondo, se Lo si rifiuta? Al Diavolo piace "vincere facile", diremmo noi moderni, parafrasandone malamente la natura di Padre della Menzogna.

Ma a chi interessa oggi un romanzo sulla Second Coming  che annunci  la vittoria del materialismo progressista? Forse a tutti, visto che alla vittoria del materialismo si associano nel romanzo fanatismo delle folle, un potere dittatoriale assoluto associato al culto della personalità, l'odio contro la fede cattolica, una strana sterilità (l'unica coppia di marito e moglie, i coniugi Brand, non ha figli, quasi che vivere per la causa dell'Umanità non permetta di dedicarsi alla propria felicità) e infine l'eutanasia? Quali di queste "conquiste" ci manca oggi?  

Tuttavia "the rub", la vera ragione della repulsione o attrattiva che il romanzo di Benson possono suscitare oggi,  non sta alla fine nemmeno nella forza profetica della sua distopia. I mezzi volanti mandati da Felsenburgh radono al suolo l'ultimo rifugio della Cristianità, proprio quel villaggio, Nazareth, da cui Cristo iniziò la Sua missione. Fin qui chi è ateo e materialista gioirà, ignorando come inutile superstizione le parole in latino del Tantum Ergo Sacrementum, l'inno liturgico di San Tommaso S'Aquino per la celebrazione eucaristica, e la chiusura del romanzo con Then this world passed, and the glory of it, (Poi il mondo passò, e la di esso gloria), mentre il cristiano ne trarrà conforto, così come trarrà convincimento della bontà della sua fede dalla visione del male che il materialismo porta nel mondo. Ma se all'ateo è permesso errare,  il vero colpevole sarà il lettore  cristiano, che avrà ignorato il vero messaggio del romanzo. Inciampando in "the rub".



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