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GERMANIA vs. ITALIA/ Austerità o solidarietà? Una via d'uscita c'è...

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 Le riforme che nel frattempo Renzi ha offerto in cambio di una maggiore flessibilità monetaria dovrebbero consistere nella riduzione di uno stato che con il suo debito e il livello di tassazione si è sostituito alla libertà economica distruggendo le basi effettive per ogni solidarietà non solo con la generazione presente ma anche con quella futura. Con la sua strategia Renzi segnala di voler rientrare nuovamente all’interno della progettualità comune dell’Eurozona. Da parte dell’Italia, però, le riforme dovrebbero essere viste meno come un’imposizione da parte dell’Europa o della Germania ma piuttosto come una necessità di solidarietà con i propri cittadini presenti e futuri.

D’altro canto, e in questo senso anche la Germania ha dovuto imparare una lezione di solidarietà, è anche vero che una mera politica di austerità rischia di soffocare qualsiasi possibilità di ripresa e di ripartenza. Infatti nella crisi greca, la Germania ha continuamente modificato questo suo paradigma, accompagnandolo da concrete misure di aiuto fino alle continue e ferme affermazioni della volontà di salvare la Grecia a qualsiasi prezzo. Ovviamente, era spinta da un forte interesse delle sue banche, trasformandolo però nel “interesse razionale” a salvare l’Unione. Poi Draghi ha ripreso questa affermazione di solidarietà incondizionata per quanto riguarda l’esistenza della moneta unica. Si evince da queste politiche concrete, come attraverso la tenuta del mercato interno europeo e la moneta unica si esprime oggi quella solidarietà fondamentale che i padri dell’Europa hanno pensato come “interesse razionale”. Non è questa una solidarietà piena, affettiva e tendenzialmente social-romantica come tanti se la immaginano, ma è quella adatta per realizzarsi a livello di uno “stile” politico-economico com’è quello dell’Eurozona. Qui non si tratta di atti di carità, ma di realizzare quel progetto comune in cui ogni stato membro si inserisce sulla base del suo “interesse razionale”. Ma ciò matura soltanto se ciascuno stato membro viene pienamente responsabilizzato per le proprie scelte politiche, e se quindi deve rispettare la stabilità della moneta senza la possibilità di aumentare sproporzionatamente il proprio deficit.

Quando Alfred Müller Armack ha cercato di individuare diversi “caratteri” o “stili” di ordine politico-economico, che dipendono dalle dimensioni morali, religiose e intellettuali di un determinato popolo, gli altri “padri” dell’economia sociale di mercato lo hanno contraddetto in maniera severa: 



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COMMENTI
07/08/2014 - commento (francesco taddei)

a terni le acciaierie più antiche d'italia che fanno utile sono soggette allo smenbramento da parte dei proprietari tedeschi che vogliono fare della germania l'unico produttore europeo. l'europa unita ha fallito.