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ALDO MORO/ La sua "solitudine" e gli opposti interessi di Usa e Urss

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Aldo Moro (1916-1978) (Immagine d'archivio)  Aldo Moro (1916-1978) (Immagine d'archivio)

Già questi particolari inducono a forti perplessità. Ma c'è ben altro che merita di essere approfondito, pubblicizzato e seguito. Ci riferiamo alle testimonianze storiche di due personalità come il senatore Giovanni Pellegrino, per ben sette anni, dal 1994 al 2001, presidente della Commissione parlamentare stragi, e il senatore Ferdinando Imposimato, già giudice istruttore per il sequestro e l'assassinio Moro, poi senatore, poi presidente della Cassazione e ora avvocato e storico. 

Pellegrino ha scritto, con Giovanni Fasanella, il libro-intervista Segreto di Stato. La verità da Gladio al caso Moro (Einaudi), in cui sostiene che Moro fu ucciso per ordine della Cia. Dunque, Brigate rosse telecomandate, con il beneplacito del Kgb, che temeva di perdere il controllo di un Pci inserito nel governo Moro e dunque deciso a privilegiare gli interessi dell'Italia e non più quelli dell'Urss. 

Imposimato, di libri ne ha scritti addirittura tre: Moro doveva morire (con Sandro Provvisionato), La Repubblica delle stragi impunite (2012) e I 55 giorni che hanno cambiato l'Italia (2013). Questi libri-testimonianza  sono quattro clamorose conferme al film "Piazza delle Cinque Lune", girato da Renzo Martinelli nel 2003. 

È ormai di tutta evidenza che, con l'assassinio di Aldo Moro, fu raggiunto un duplice risultato: 1) eliminare il rischio di agenti sovietici in posti chiave del governo italiano; 2) dare inizio all'autodistruzione delle Br, sempre più osteggiate dal Pci e dalla Sinistra legalitaria. Il che significa una cosa soltanto: che Cia e Kgb "gestirono", ciascuno mirando ai propri interessi, il vertice decisionale della Brigate rosse.

Se Parlamento a magistratura ("primo" e "terzo" potere) riuscissero a chiudere definitivamente la faccenda, non sarebbe davvero male. Quanto al "quarto" potere (la stampa, i miei colleghi giornalisti), lasciamo perdere… Un'ultima osservazione. Michael Ledeen, giornalista americano, storico, esperto delle vicende italiane, risulta essere stato accanto ad Antonio Di Pietro nel suo viaggio in America del '95 (conferenze, seminari, incontri). Ledeen aveva avuto un ruolo importante durante la vicenda di Sigonella (ottobre 1985, Abu Abbas, capo dell'Olp, catturato dagli americani, poi costretti dai Carabinieri ad abbassare le armi), come interprete del duro scontro telefonico tra il capo del governo italiano Bettino Craxi e il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan. Stefania Craxi ha dichiarato a Panorama nel settembre 2012 che suo padre era convinto del ruolo della Cia dietro l'operazione Mani Pulite. Qualche collega giornalista con meno anni e più mezzi del sottoscritto vorrebbe approfondire?



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COMMENTI
10/09/2014 - Illusioni (Vittorio Cionini)

Ci sono ancora misteri sulla morte di Savonarola figuriamoci se si riesce a capire il "backstage" della vicenda di Aldo Moro. Vittorio Cionini