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ALDO MORO/ La sua "solitudine" e gli opposti interessi di Usa e Urss

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Aldo Moro (1916-1978) (Immagine d'archivio)  Aldo Moro (1916-1978) (Immagine d'archivio)

Il 3 settembre scorso, Il Giornale (unico tra i quotidiani a diffusione nazionale) pubblicava la cronaca di un evento culturale svoltosi due sere prima a Desenzano sul Garda. Riproduco l'articolo:

"Una ferita ancora aperta nella storia del nostro Paese, una delle pagine più drammatiche: il rapimento e l'uccisione di Aldo Moro. Se ne sono occupati in tanti, dal Parlamento fino al cinema ed ora, la ricostruzione fedele dell'agguato di via Fani, nel corso del quale nel 1978 venne rapito Aldo Moro e furono uccisi gli agenti della sua scorta, contenuta nel film del 2003 «Piazza delle Cinque Lune» , potrebbe diventare un atto ufficiale. «Chiedo che possa essere acquisita come prova nelle indagini della nuova commissione di inchiesta che indaga sul rapimento e l'assassino del presidente della Democrazia Cristiana da parte delle Brigate Rosse», spiega il regista del film, Renzo Martinelli, dal palco de «La Gardesana 2014», l'evento in programma a Desenzano del Garda (Brescia) fino al 5 settembre. Il regista, intervistato da Giovanni Terzi, ha raccontato come la scena dell'attentato sia stata «girata più volte utilizzando tutti gli elementi fotografici e le testimonianze raccolte dalla magistratura». Una ricostruzione, secondo Martinelli, «che smentisce nei fatti la versione ufficiale dell'inchiesta» e risulterebbe più accurata di quella ufficiale ma, spiega Martinelli, «nessuno ci ha mai convocato per analizzare quello che abbiamo provato sul campo». Una nuova commissione si sta attivando per fare luce su quei fatti anche grazie al libro scritto da Ferdinando Imposimato, giudice che seguì il caso Moro. Ed ora, un aiuto per far luce su quella drammatica pagina, potrebbe arrivare anche dal cinema".

Fin qui la stringata ed essenziale, ma ineccepibile, cronaca del Giornale. Che ci suggerisce alcune considerazioni. Il delitto Moro è tornato di stretta attualità non soltanto per la decisione del Parlamento di dare vita ad una commissione d'indagine su quel crimine mai chiarito, ma anche per la riapertura delle indagini ad opera dell'autorità giudiziaria. Infatti, il pubblico ministero del tribunale di Roma Luca Palamara, titolare del fascicolo, si è recato negli Usa per interrogare il funzionario statale americano Steve Pieczenik, oggi settantenne, che, durante il sequestro Moro fu inviato a Roma dal presidente americano Jimmy Carter quale consulente del ministro degli Interni Francesco Cossiga. Non sappiamo che cosa abbia detto Pieczenik a Palamara, e non è nostro costume interferire nell'attività della magistratura, ma formuliamo l'auspicio che si voglia finalmente andare a fondo su un crimine politico tra i più gravi della storia italiana del Novecento e fare finalmente chiarezza su una delle organizzazioni più oscure che hanno insanguinato per un decennio le nostre città: le Brigate rosse.



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COMMENTI
10/09/2014 - Illusioni (Vittorio Cionini)

Ci sono ancora misteri sulla morte di Savonarola figuriamoci se si riesce a capire il "backstage" della vicenda di Aldo Moro. Vittorio Cionini