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LETTURE/ 1. Ecco perché l'America non fallirà (e noi?)

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Ma come ricorda con grande lucidità il direttore di Die Zeit, Josef Joffe in Perché l'America non fallirà, non possiamo tralasciare le dimensioni complessive del Pil. "Esprimiamoci con i numeri – dice Joffe –. A metà degli anni novanta, quando la crescita della Cina è passata a un 10 per cento costante, il suo Pil aumentava ogni anno di 200 miliardi di dollari. Nello stesso periodo, l'economia degli Stati Uniti valeva invece 12 trilioni di dollari e, pur crescendo solo del 3 per cento, il loro Pil incrementava di 360 miliardi di dollari all'anno. Anche se non ha grande velocità, il pachiderma compensa con la massa. E sebbene la velocità affascini, la massa conta di più quando si calcola il potere economico relativo". In base a questa osservazione, il sorpasso cinese sull'economia americana (posto che la Cina possa continuare la sua crescita a livelli importanti) richiederà ancora molti, molti anni. Se mai ci arriverà.

Se a queste cifre aggiungiamo considerazioni sulla forza militare, il divario appare ancora maggiore. Nel 2011 gli Usa hanno speso 740 miliardi di dollari per la spesa militare, di fatto la metà dell'importo complessivo mondiale. La Cina viaggia tra un settimo dei dati ufficiali (circa 100 miliardi) e meno di un terzo se si fanno delle stime, elaborando i dati. Se entriamo nel dettaglio, gli Usa vantano dieci portaerei nucleari di classe superiore, oltre 3.500 velivoli da combattimento, 1.318 aerocisterne, 150 bombardieri strategici. Anche in questo caso il confronto con gli altri Paesi mette in luce distanze enormi e difficilmente colmabili in breve periodo, con una spesa militare che ammonta a circa il 4% del Pil e che assicura "il potere di far fare agli altri ciò che altrimenti non farebbero".

"La scuola – sottolinea ancora Joff – che sostiene l'ascesa del resto del mondo ipotizza che domani sarà una riproposizione di ieri (con Paesi in forte crescita che vanno sempre più su, ndr), ma la storia ci insegna ad essere cauti. Una crescita rapida è fra le caratteristiche di ogni miracolo economico del passato. Eppure nessuno di questi Paesi (Gran Bretagna, Giappone, Taiwan, Corea, ecc.) è riuscito a conservare il ritmo prodigioso dei primi decenni, e alla fine tutti hanno rallentato, riducendosi a un tasso di crescita normale quando l'esuberanza giovanile ha lasciato il posto alla maturità".

Forse ogni tanto vale la pena di mettere dei numeri sul tavolo, per capire un po' meglio il mondo in cui viviamo o nel quale pensiamo di vivere. 



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