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LETTURE/ 2. Massimo Morasso, l'avventura di uno "Zibaldone" senza fine

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Il poeta e l'uomo attraversano il mondo con domande che non si possono accontentare dell'estetica, "l'estetica è un'ora breve" infatti e "l'idea della poesia non può più nulla contro l'esistenza che fila dritta verso la sua foce come un treno". 

Il viaggio lungo questo sentiero si conclude con una certezza e una chiarezza magari sconfortanti per qualcuno – perché qui c'è uno che indica non una risposta ad un problema, ma un mistero più grande che li abbraccia tutti insieme − ma vere e necessarie: la poesia non salva la vita; ci vuole altro, ci vuole un Altro che rimetta insieme i pezzi, i fantasmi, le visioni, le sofferenze e le brevi gioie che la costruiscono. Ma l'uomo e il poeta devono continuare a interrogarsi, a costruire mondi, a dare un nome alle cose, non a raccontarsi storie, si badi bene, ma a continuare a trasfigurare la realtà. 

E pensare che questa è solo una delle tante vie che ho segnato, ho tracciato con la matita e i colori nelle pagine del libro. Ci sarebbero ancora da dire altre piste, altre vie; ci sarebbe da dire ancora come Morasso prenda sul serio il compito che ha individuato per l'uomo e il poeta, elaborando addirittura una sorta di programma per il futuro della cultura europea; ci sarebbe ancora da dire di come questo viaggio assuma in alcuni passaggi un registro ironico, autoironico e sagace; o di come emergano sempre preziosi suggerimenti per la costruzione di una poesia onesta della quale il mondo ha davvero bisogno. E di tantissimo altro ancora, però, perché questo è un libro che, come tutti i libri veri, percorrendo innumerevoli sentieri, apre possibilità infinite di lettura e continua a parlarci nel tempo con una voce − o più voci – che ci fanno compagnia nel nostro viaggio verso il destino.  

E noi, come dice ancora Golomstock "inoltrandoci per questi sentieri, noi sentiamo su di noi il respiro stesso della vita, il profumo dei suoi spazi, il suo pesante fluire e le sue impercettibili vibrazioni, ed è questo che costituisce il senso del libro, la sua 'idea', il suo aroma".


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Massimo Morasso, Il mondo senza Benjamin, Moretti & Vitali, 2014



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