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PAPA/ Il potere di Francesco e la "strategia" di Santa Marta

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Papa Francesco (Infophoto)  Papa Francesco (Infophoto)

Non è che sia un mistero, è che non è importante. È questa la profonda lezione pratica - artigianale - che sta impartendo il successore di Pietro. Adesso i segretari del papa hanno la normale importanza che hanno le persone con compiti organizzativi. All'inizio del pontificato il Papa disse che non voleva essere "schiavo" dei segretari perché chi organizza, comanda. E non lo sto dicendo in senso negativo. Una volta un vescovo mi disse che se il segretario del vescovo è un prete, va a finire che in quella diocesi, per i preti, il vescovo è il segretario. È un fatto e non c'è malizia. Ricordo che da bambino non capivo, ascoltando i discorsi dei grandi, perché chi comandava nei partiti si chiamasse "segretario" e non "presidente". Da grande capii che i partiti avevano semplicemente reso trasparente un processo fisiologico. 

Alla lunga, chi fa l'agenda del capo prende il posto del capo. Non voglio dire che sia avvenuto per i precedenti segretari: voglio dire che questo rischio Papa Francesco non lo vuole correre. Qualcuno che non gli vuole bene, dice che in questo modo il potere del Papa è cresciuto, ma io non la vedrei così. Vedrei invece una "lezione" sul potere. Penso che dietro questo modo di fare ci sia qualcosa che si chiama custodia di un dono: la Chiesa è una comunione gerarchica dove il potere non è faccenda di organizzazioni umane ma dello Spirito Santo. 

Francesco sa bene di essere stato scelto dallo Spirito Santo mentre il segretario non ha la stessa chiamata. Semplice ma difficile a un tempo. Francesco usa la strategia Santa Marta: diceva che il Palazzo Apostolico era un imbuto e che dal Papa non arrivavano le persone. Lui vorrebbe fare una politica dalle porte aperte e vorrebbe fosse molto più semplice avere accesso a lui. Perciò prova ad ottenere questo attraverso un poliedro organizzativo (uso quest'imagine perché il papa ha espresso più volte la sua stima per quel solido geometrico). Non significa che passi il tempo a fare il check-in elettronico - anche se nei primissimi giorni di pontificato era lui a mettere i francobolli sulle lettere - ma che vuole un'organizzazione che gli consenta il "gioco" della sua libertà. 

Per esempio, durante l'udienze non è accompagnato dal segretario o dai segretari, come avveniva prima, ma dal prelato di anticamera. Se sono incontri ufficiali chi gli sta vicino è don Georg. Chi consegna al Papa i discorsi durante gli incontri, non è il segretario personale ma molto spesso è "il maggiordomo" cioè l'aiutante di camera. Da quando don Fabián Pedacchio ha iniziato a fare il segretario personale del Papa, il progetto era che non smettesse di prestare il suo servizio presso la Congregazione de vescovi, e questo valeva anche per don Lahzi Gaid, che avrebbe dovuto proseguire la sua attività in Segreteria di Stato, proprio a dire che essere segretario personale del Papa è un lavoro come un altro. Mentre del C9 parlano tutti, dei segretari seduti dietro la scrivania non parla nessuno. Ma non è meno importante.



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COMMENTI
19/09/2014 - la strategia della..normalità (Paola Baratta)

Quello che mi ha entusiasmato di questo articolo è che porta alla luce come il papa stia semplicemente cambiando le cose con la dirompente efficacia della normalità. E la sta applicando anche a se stesso, fin da quando ha stenuto a chiamarsi "vescovo di Roma" semplicemente. Che dice la verità di un primus inter pares ma anche sottolinea l'importanza di allargare il respiro, di ascolatare altre voci. Di non poter e dover essere "un uomo solo al comando": anche perché il comando - e in questo si prosegue con sapienza il segno forte dato da Benedetto XVI con le sue dimissioni - non appartiene al Papa o al Segretario o alla Curia. Ma a Cristo. Inoltre, pur rispettando il legame di amicizia e fiducia che c'era tra segretario particolare e papa, nei pontificati precedenti, mi pare che francesco, con una personalità spiccata e tipicamente "argentina", tenga a non voler "delegare" a nessuno il proprio pensiero e anche le proprie responsabilità: in questo vedo il segno forte di una paternità sollecita e di una carità fraterna che avoca solo a sè stesso le responsabilità che il papato in sé comporta. Compiendo anche il miracolo di non divenire mai autoreferenziale. Bellissimo!!

 
15/09/2014 - Segretario (luisella martin)

Finalmente ho capito perché i capi-partiti si chiamano segretari! Recentemente nel PD tre segretari sono stati sostituiti e non si sa bene perché nè da chi. Almeno nella Chiesa é il Papa a decidere chi deve aiutarlo e in quali incombenze: il Papa, eletto "segretario" dallo Spirito Santo in Persona! Non mi sembra poco! Le accuse al Vaticano di non essere trasparente sono pertanto opera di quel furbacchione del diavolo, che si dimentica però di mettere i coperchi alle sue pentole e così, prima o poi, si vede cosa bolle in pentola...

RISPOSTA:

Grazie! ti assicuro che i commenti come il tuo aiutano a continuare a scrivere. ML