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PAPA/ Il potere di Francesco e la "strategia" di Santa Marta

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Papa Francesco (Infophoto)  Papa Francesco (Infophoto)

Dopo la pausa estiva, ricominciano oggi in Vaticano le riunioni del C9, quel comitato di nove  cardinali - facile l'assonanza con il laico G8 - che Papa Francesco ha eretto con il compito di consigliarlo nel governo universale della Chiesa e nella riforma della Curia. Questo "consiglio", nato su suggerimento delle congregazioni precedenti il Conclave, è una delle manifestazioni più visibili del profondo lavoro di cambiamento che sta operando il pontefice. Ce n'è un'altra però, per nulla evidente alla gente della strada, ed è la profonda trasformazione della figura del "segretario del Papa".

Quando arrivò al soglio pontificio, Bergoglio non aveva segretario. Si disse che presto sarebbe stato obbligato a cambiare idea e una conferma di ciò venne vista quando prese per sé don Alfred Xuereb, maltese, che era il secondo segretario di Papa Benedetto. Il primo, Georg Gänswein - per tutti, don Georg - il 7 dicembre 2012 era stato fatto vescovo e prefetto della Casa Pontificia, l'istituzione che ha il compito di organizzare l'attività "ufficiale" del Papa. Nell'immaginario della gente, perciò, Xuereb era diventato il nuovo don Georg: un po' come il tedesco era stato - anche se diversamente - quello che don Stanislao era stato per Wojtyla. Don Stanislaw Dziwisz, ora cardinale, primo e unico segretario di don Karol era stato da sempre al suo fianco perpetuando il modo di fare che aveva iniziato Giovanni XXIII con Loris Capovilla, anch'egli cardinale, e che aveva proseguito Paolo VI con Pasquale Macchi, storico segretario del Papa e, anche lui, morto arcivescovo.

Papa Francesco invece ha rotto questa procedura e ne ha introdotto un'altra della quale però, esclusi gli addetti ai lavori, nessuno si è accorto. In sintesi, si può dire che il segretario del Papa non esiste più. Intendo un segretario sullo stile di quelli che ho nominato, cioè un'unica persona attraverso la quale è obbligatorio passare per arrivare al pontefice. Sia chiaro che non sto criticando o elogiando: sto constatando che il segretario del Papa o meglio sarebbe dire i segretari del Papa ci sono, ma sono un'altra cosa. Perché parlo al plurale?

Perché, a metà aprile di quest'anno, Xuereb è stato sostituito da don Yoannis Lahzi Gaid, sacerdote cattolico di rito copto, nato a Il Cairo. Sostituito? forse sì o forse no, perché già da tempo don Alfred Xuereb era stato affiancato da un argentino, don Fabián Pedacchio, che forse lo aveva già sostituito. Lascio questi "forse" proprio perché la notizia è proprio questa incertezza, anche se al momento don Fabian è il segretario principale e don Yoannis il secondo. Non sarebbe stato pensabile, per esempio, che don Stanislaw non accompagnasse Wojtyla nei suoi viaggi, invece nell'attuale pontificato, persino gli addetti ai lavori devono faticare per capire se il segretario del Papa sta accompagnando o no il pontefice.



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COMMENTI
19/09/2014 - la strategia della..normalità (Paola Baratta)

Quello che mi ha entusiasmato di questo articolo è che porta alla luce come il papa stia semplicemente cambiando le cose con la dirompente efficacia della normalità. E la sta applicando anche a se stesso, fin da quando ha stenuto a chiamarsi "vescovo di Roma" semplicemente. Che dice la verità di un primus inter pares ma anche sottolinea l'importanza di allargare il respiro, di ascolatare altre voci. Di non poter e dover essere "un uomo solo al comando": anche perché il comando - e in questo si prosegue con sapienza il segno forte dato da Benedetto XVI con le sue dimissioni - non appartiene al Papa o al Segretario o alla Curia. Ma a Cristo. Inoltre, pur rispettando il legame di amicizia e fiducia che c'era tra segretario particolare e papa, nei pontificati precedenti, mi pare che francesco, con una personalità spiccata e tipicamente "argentina", tenga a non voler "delegare" a nessuno il proprio pensiero e anche le proprie responsabilità: in questo vedo il segno forte di una paternità sollecita e di una carità fraterna che avoca solo a sè stesso le responsabilità che il papato in sé comporta. Compiendo anche il miracolo di non divenire mai autoreferenziale. Bellissimo!!

 
15/09/2014 - Segretario (luisella martin)

Finalmente ho capito perché i capi-partiti si chiamano segretari! Recentemente nel PD tre segretari sono stati sostituiti e non si sa bene perché nè da chi. Almeno nella Chiesa é il Papa a decidere chi deve aiutarlo e in quali incombenze: il Papa, eletto "segretario" dallo Spirito Santo in Persona! Non mi sembra poco! Le accuse al Vaticano di non essere trasparente sono pertanto opera di quel furbacchione del diavolo, che si dimentica però di mettere i coperchi alle sue pentole e così, prima o poi, si vede cosa bolle in pentola...

RISPOSTA:

Grazie! ti assicuro che i commenti come il tuo aiutano a continuare a scrivere. ML