BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DALLA GERMANIA/ Quelle "truppe" di salafiti che sfidano cristiani e musulmani

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Germania, in preghiera nella moschea Kocatepe (Infophoto)  Germania, in preghiera nella moschea Kocatepe (Infophoto)

Il testamento spirituale di Christian de Chergé, il trappista ucciso con i suoi confratelli, lo dice con chiarezza: "la mia morte potrebbe dar ragione a chi in modo troppo frettoloso mi ritiene ingenuo ed idealista". Ma proprio al cospetto della morte, Christian de Chergé parla di un "Padre comune", e del terrorista che lo ucciderà come di "un amico dell'ultimo minuto", un amico che "non sa cosa fa" ma che è oggetto di uno sguardo che vede nel nemico, come direbbe Alberto Methol Ferré, l'amico che "deve essere riscattato e salvato".

Dobbiamo per questo non prendere sul serio il pericolo che rappresentano i gruppi salafiti non solo nel califfato eretto in Iraq e Siria, ma anche qui in Germania e in Europa? Assolutamente no. Ha ragione Ismail Tipi nel dire che ogni forma di simpatia per gruppi terroristici islamici deve essere considerata come un reato e combattuto a livello legale. Come dice però Friedrich Hölderlin (1770-1843), "buone sono le leggi, ma taglienti, come denti di drago, e uccidono la vita, quando in collera le affila un vile o un re". Insomma chiarezza sì, ma nessuna collera, perché tutti i figli dell'islam, sia gli amici che i terroristi, devono dal cristiano essere contemplati - dice padre Christian nel suo testamento spirituale - come il Padre li vede. E questo sguardo alla fine è amore, non legge.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
17/09/2014 - Incontrarsi (luisella martin)

Questo articolo interessante e realistico é stato mal interpretato dal commentatore; del resto non basta leggere il Corano per capire il mondo musulmano, come non basta leggere il Vangelo per capire il mondo cristiano. Sono due religioni, non due teorie filosofiche e a mio parere sarebbe bene che i cattolici leggessero il Corano (più di quanto non facciano i musulmani che per la maggior parte non l'hanno mai letto) per capirne lo spirito (ben spiegato dall'autore dell'articolo a mio parere). Ho avuto alunni di religione musulmana e ne ho contestato il comportamento, Corano alla mano; a Fregene, ogni estate, incontravo Ibrahim, un "vu-cumprà" studente in ingegneria con il quale - un giorno memorabile - ho pregato quel Dio che per me era Padre e per lui invece non aveva nè padre, nè madre, nè fratelli. Ibrahim scrisse in arabo, per la figlia che mi contestava, la frase del Vangelo che dice: "L'albero buono dà buoni frutti" ed io gli regalai una Bibbia scritta nella sua lingua. Gli ho voluto bene come ad un figlio e lui a me, come alla mamma che aveva lontana e ricordandolo mi commuovo. Non ci sono nemici, per chi ama.

 
16/09/2014 - Corano (Gesualdo Santoro)

Nessun musulmano potrà mai dire che chi uccide un cristiano, ebreo, o chiunque altro che non appartiene all'islam è un fanatico. In quanto ciò che ha fatto è contenuto nel Corano stesso Cap. 5/33 - 4cap. 8/12 - cap.47 - cap.9/123 - cap.2 /191 - cap. 30 - cap.8/15-16-17 cap8/55-60 cap. 47/35. Quindi chi ha fatto questo articolo non ha capito l'essenza stessa dell'islam che è quella di assoggettare chiunque non appartiene a questo mondo. Capisco il valore della vita e dell'amore cristiano in quanto cristiano io stesso, il dialogo non è possibile in quanto il Corano è ritenuto inamovibile e non esiste esegesi o teologia come nel cristianesimo o fra gli ebrei, quindi questo è un dialogo fra sordi e non c'è miglior sordo di chi non vuol sentire. Non bisogna essere grandi intellettuali per capire questo, basta leggere le fonti da dove parte chi ti sta davanti.