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DALLA GERMANIA/ Quelle "truppe" di salafiti che sfidano cristiani e musulmani

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Germania, in preghiera nella moschea Kocatepe (Infophoto)  Germania, in preghiera nella moschea Kocatepe (Infophoto)

LIPSIA  -  Non credo sia necessario scrivere un articolo ad effetto, per esempio sulle pattuglie islamiche della "sharia police", per comprendere il fenomeno della presenza dell'islam in Germania. Senza pretesa di completezza, cercherò di tratteggiare qui alcuni aspetti di questa presenza. Nella città di Wuppertal, degli esponenti salafiti, vestiti con un giubbotto arancione che porta la scritta "sharia police", hanno, durante la notte, pattugliato la città con lo scopo di "educare" la popolazione a non comportarsi in un modo che loro ritengono immorale. La polizia di Wuppertal, secondo un resoconto di n-tv (5 settembre '14), non ha creduto per ora opportuno arrestare i giovani tra i diciannove e trentatré anni della "sharia police". La sharia è il diritto islamico, che viene interpretato dai salfiti in modo radicale e fanatico: significa il divieto dell'alcool, della droga, del gioco d'azzardo, della musica e della prostituzione. La polizia di Wuppertal si è per ora limitata ad avvertire la cittadinanza di denunciare casi anomali e sospetti. 

Birgitta Radermacher, la presidentessa della polizia a Wuppertal, ha chiarito che solo lo stato tedesco ha il diritto di compiere azioni di polizia nel suo territorio e che i cittadini di Wuppertal, se necessario, possono e devono informare la polizia. La procura della repubblica a Wuppertal ha specificato che il solo distribuire dei volantini in cui si difendono valori religiosi non è per sé un reato, se non viene accompagnato da un'azione violenta o di intimidazione. In una altro servizio di n-tv del 7 settembre si cita il video del salafita tedesco, convertito all'islam, Sven Lau, 33 anni, una delle figure più note del salafismo tedesco, il quale afferma che la "sharia police" non esiste e che la loro azione notturna era solo una farsa. 

Visto che il dibattito sulla decisione politica da adottare in casi simili a quelli di Wuppertal qui in Germania è ancora in corso, converrà qui approfondire la questione.

Di recente è uscito il libro di un giovane professore di Islamwissenschaft (Studi islamici) nell'Università di Erfurt, Hamed Abdel-Samad, dal titolo: Der islamische Faschismus ("Il fascismo islamico"). L'autore, egiziano, è passato da una posizione "fondamentalista" nelle linee dei Fratelli musulmani a quella di una critica virulenta dell'islam stesso e non solo della sua posizione fanatica. La categoria politico-storica del fascismo viene usata anche per comprendere il Corano stesso e ne vengono rintracciate le radici nella storia islamica. Insomma, dall'inizio fino ai Fratelli musulmani ed ai salafiti del califfato dell'Is, saremmo di fronte ad un fenomeno fascista che non può essere raggiunto o integrato da nessuna posizione democratica e tanto meno da ciò che i cristiani chiamano "amore del nemico". 



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COMMENTI
17/09/2014 - Incontrarsi (luisella martin)

Questo articolo interessante e realistico é stato mal interpretato dal commentatore; del resto non basta leggere il Corano per capire il mondo musulmano, come non basta leggere il Vangelo per capire il mondo cristiano. Sono due religioni, non due teorie filosofiche e a mio parere sarebbe bene che i cattolici leggessero il Corano (più di quanto non facciano i musulmani che per la maggior parte non l'hanno mai letto) per capirne lo spirito (ben spiegato dall'autore dell'articolo a mio parere). Ho avuto alunni di religione musulmana e ne ho contestato il comportamento, Corano alla mano; a Fregene, ogni estate, incontravo Ibrahim, un "vu-cumprà" studente in ingegneria con il quale - un giorno memorabile - ho pregato quel Dio che per me era Padre e per lui invece non aveva nè padre, nè madre, nè fratelli. Ibrahim scrisse in arabo, per la figlia che mi contestava, la frase del Vangelo che dice: "L'albero buono dà buoni frutti" ed io gli regalai una Bibbia scritta nella sua lingua. Gli ho voluto bene come ad un figlio e lui a me, come alla mamma che aveva lontana e ricordandolo mi commuovo. Non ci sono nemici, per chi ama.

 
16/09/2014 - Corano (Gesualdo Santoro)

Nessun musulmano potrà mai dire che chi uccide un cristiano, ebreo, o chiunque altro che non appartiene all'islam è un fanatico. In quanto ciò che ha fatto è contenuto nel Corano stesso Cap. 5/33 - 4cap. 8/12 - cap.47 - cap.9/123 - cap.2 /191 - cap. 30 - cap.8/15-16-17 cap8/55-60 cap. 47/35. Quindi chi ha fatto questo articolo non ha capito l'essenza stessa dell'islam che è quella di assoggettare chiunque non appartiene a questo mondo. Capisco il valore della vita e dell'amore cristiano in quanto cristiano io stesso, il dialogo non è possibile in quanto il Corano è ritenuto inamovibile e non esiste esegesi o teologia come nel cristianesimo o fra gli ebrei, quindi questo è un dialogo fra sordi e non c'è miglior sordo di chi non vuol sentire. Non bisogna essere grandi intellettuali per capire questo, basta leggere le fonti da dove parte chi ti sta davanti.