BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Filo ebrei, anzi no: il Medio oriente "visto" dal Pci

Pubblicazione:

Ebrei davanti al Muro del pianto a Gerusalemme (Infophoto)  Ebrei davanti al Muro del pianto a Gerusalemme (Infophoto)

Con la fine della seconda guerra mondiale e il costituirsi di un duopolio mondiale, con l'oggettivo indebolimento degli imperialismi minori, i movimenti di liberazione nazionale presero un nuovo slancio. L'Egitto, la Siria, l'Iraq, l'Algeria, la Tunisia, la Libia videro l'ascesa di una nuova classe dirigente, formatasi nelle caserme o nei movimenti di liberazione nazionale. Inglesi e francesi furono costretti in ritirata − l'ultima bravata, quella del bombardamento anglo-francese di Suez nel 1956, in contemporanea con l'occupazione sovietica di Budapest, in risposta alla nazionalizzazione del canale decisa da Nasser, era stata bloccata dagli Usa − mentre Usa e Urss entravano da protagonisti nell'area. 

La nascita dello Stato di Israele il 14 maggio del 1948 − dopo che l'Assemblea generale delle Nazioni unite aveva approvato con la Risoluzione n. 181 il 29 novembre del 1947 il piano di partizione della Palestina in due stati, uno ebraico e uno arabo – fu l'ultimo atto di collaborazione post-bellica di Usa e Urss. Va solo ricordato che la Gran Bretagna si astenne nella votazione, gli Usa tergiversarono non poco di fronte alla prospettiva di due Stati, mentre l'Urss trainò l'intera operazione, con l'evidente scopo di togliere di mezzo l'imperialismo inglese dalla Palestina, che era stata affidata al Mandato inglese il 25 aprile 1920. L'immediato attacco arabo, quando ancora lo  Stato di Israele non era ufficialmente costituito e la crescente egemonia del modello del "socialismo arabo" – una variante del modello sovietico di sviluppo: partito unico, dittatura statale e industrializzazione di base − spostarono a poco a poco il favore dell'Urss verso il mondo arabo. Una serie di colpi di stato, dall'Iraq alla Siria, all'Egitto, all'Iran – ma qui furono direttamente gli Stati uniti a rovesciare Mossadeq, che minacciava i proventi delle compagnie petrolifere anglo-americane − finì per inglobare il mondo arabo alla sfera di influenza sovietica. 

L'esistenza dello Stato di Israele non poteva più essere revocata, ma, al contempo, si appoggiavano gli Stati arabi, che volevano "gettare a mare" Israele. Dagli arabi e dai sovietici Israele fu investito progressivamente del ruolo di avamposto dell'imperialismo americano in Medio oriente. 

In Italia la Democrazia cristiana, divisa culturalmente tra un'ala filo-araba e terzomondista e un'ala più decisamente filo-americana, era tuttavia unita dalla tiepidezza verso il nuovo Stato di Israele. Ragioni contingenti a parte, influiva anche il millenario e duraturo antisemitismo cattolico (Fanfani aveva firmato il Manifesto della razza nel 1938) che solo il Concilio vaticano II incomincerà a rimuovere. Quanto alla sinistra comunista, non era mai stata antisemita. I comunisti Terracini, Emilio Sereni, Leo Valiani – comunista fino alla firma del Patto Molotov-Von Ribbentrop il 23 agosto 1939 − erano ebrei. Il 7 gennaio del 1946 era partito da Vado Ligure il motoveliero "Enzo Sereni", che portava molti ebrei in Palestina. 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >