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LETTURE/ Cunningham, così l'America mediocre uccide la speranza

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La bella scrittura dell'autore, che insegna Scrittura creativa a Yale, ci guida nella storia un po' debole del trittico Barrett-Tyler-Beth: nonostante un paio di trovate infelici che male si inseriscono nel corpo della vicenda (l'avvistamento di un Ufo da parte di Barrett proprio all'inizio, che forse è un'esperienza mistica, non si sa, e la morte della madre dei due a causa di un fulmine mentre gioca a golf), nonostante la scelta di un titolo che è già di una favola che poco si lega con la vicenda narrata (ma forse la regina delle nevi è la cocaina di Tyler), i mediocri Barrett e Tyler sono portatori sani del pensiero di Cunningham sul malfunzionamento del sistema. Attraverso il loro fallimento come individui con le carte in regola, che potevano confermare il sogno americano, dimostra come il corto circuito sociale si risolve sempre. Non importa pagare l'estratto conto di una carta di credito con un'altra, e poi di quest'ultima con un'altra ancora, senza avere i soldi per nessuna. Basta poi dichiarare bancarotta personale e ricominciare daccapo. Questo è un sistema che non ammette espiazione né autodistruzione, non consente all'individuo la via d'uscita dell'annichilimento. Bisogna continuare, pur nella mediocrità. Barrett ha tanti sogni ma l'unico posto dove esercita la sua superiorità intellettuale è la sua vasca da bagno. Tyler si ripromette da sempre di mettere da parte i soldi per una nuova casa in cui portare la malata Beth, ma alla fine prevale il suo egoismo da cocainomane. Non c'è tempo per pensare al domani, si può solo pensare all'oggi poiché la mediocrità non ammette di allargare gli orizzonti. Soprattutto con quest'America che vota Bush, che "non solo ne ha uccisi a migliaia, e ha ammazzato l'economia. È un personaggio costruito, il figlio limitato del privilegio protestante, riproposto come devoto fattore texano. È tutto un imbroglio …". Il livore di Tyler ha poco a che fare con una favola, meno che mai con il finale che attende il lettore.



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