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IL CASO/ Facebook, il "mi piace" e il (falso) mito della democrazia

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Inoltre di quando in quando mi ritrovo anche articoli con posizioni molto diverse, semplicemente perché ho dato l'amicizia a persone con cui mi interessa dialogare ma su certe cose la pensano in tutti i modi (es., posizioni radicali filopalestinesi o filoisraeliane sulla guerra; catene di sant'Antonio superstiziose; oppure ricerche pseudo-scientifiche su quanto faccia male vaccinare i bambini, e via di questo passo).

Insomma, l'esperimento di cui tanto si parla è basato su presupposti assai poco scientifici, oltre ad essere viziato da un buon numero di pregiudizi su ciò che sulla rete dovrebbe essere sempre gratuito. Semmai l'unica lezione che si può trarre è quella che i social network vanno usati con moderazione, come mezzo che aiuta le relazioni e gli scambi interpersonali, ma non come fonte esaustiva e indipendente da cui attingere tutte le relazioni e le informazioni nel corso della giornata.



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