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J'ACCUSE/ I tre "dogmi" del pensiero unico che tentano di soffocarci

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E' indubbio però che nell'insieme non dipende affatto dalla presenza dell'uomo e da ciò che fa o non fa. Stiamo parlando di dati, di numeri, non di valutazioni. Eppure anche in questo campo il dibattito è chiuso. Il "riscaldamento globale" viene spacciato come una realtà certa della quale non si può discutere.

Facciamo un terzo caso: la presenza dell'uomo sulla Terra. Per i "verdi", adepti del darwinismo estremo (in cui peraltro nemmeno Darwin si riconoscerebbe), tale presenza è un disturbo; anzi un'intrusione che provoca pesanti "impronte". Con la sua intelligenza, con il suo spirito e quindi con la sua straordinaria capacità di adattamento l'uomo infatti sfugge alla selezione naturale. Quindi, darwinisticamente parlando, rovina tutto. C'è spazio sui media per chi desideri sostenere quanto peraltro è visibile  a occhio nudo, ovvero che la natura non solo non è danneggiata ma anzi ha bisogno dell'uomo in quanto presenza consapevole e responsabile del creato? No. 

Se insomma un luogo comune viene assunto nel pantheon dei mass media non c'è più scampo. Siamo al punto che bisogna combattere persino per riaffermare un principio che risale al diritto romano: audietur et altera pars. Si senta anche l'altra campana. Qualcuno comincia a rendersi conto che qui è innanzitutto in ballo la libertà?

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COMMENTI
28/09/2014 - Il buon senso si è nascosto. Quosque tandem… (Carlo Cerofolini)

Per quanto riguarda l’Antropic global warming (Agw) a cui cioè i catastroambientalisti e l’Ipcc legano supposti e disastrosi - soprattutto prossimi venturi, anche fino al 2100 (sic), tanto chi ci sarà più a verificare - cambiamenti climatici dovuti ai gas cosiddetti serra dovuti alle attività umane va detto che è una bufala sesquipedale - e quindi concordo - non fosse altro perché: 1) negli ultimi 400 anni le variazioni di temperatura, anche importanti, che ci sono state sul nostro Pianeta sono legate non ai cambiamenti della concentrazione della CO2 atmosferica ma alla variazione delle macchie solari; 2) il 90% circa dell’effetto serra è affidato al vapore acqueo e solo il 2% alla CO2 totale, mentre quella antropica fa ogni anno crescere la percentuale totale dei gas serra di appena lo 0,1% circa, ovvero troppo poco per influenzare il clima; 3) bastano una o più eruzioni vulcaniche di medie-grandi dimensioni per emettere una quantità di gas serra equivalente o superiore a quella emessa in un anno dalle attività dell’uomo. Inoltre concordo pure su quanto scritto per la fecondazione eterologa. Dubito comunque che vinca il buon senso, perché – come affermava Alessandro Manzoni – questo, almeno per ora, si è nascosto per paura del senso comune. Quosque tandem...!