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LETTURE/ Da Ratzinger a Dante, qual è il "luogo" di Dio?

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A. Gaudì, Sagrada Familia, particolare (Immagine d'archivio)  A. Gaudì, Sagrada Familia, particolare (Immagine d'archivio)

Un luogo, dunque, condiviso da Dio stesso. Il linguaggio si tende, a costo di sfiorare l'incongruenza: Dio, come tale, non è incluso da nulla, al contrario abbraccia ogni cosa; a rigore, è l'Empireo in Dio, e non viceversa. Eppure, l'Empireo accoglie la presenza di Dio, se i beati vivono davanti a Lui, anzi in Lui, sperimentandone la contemplazione, godendo di un abbraccio che abolisce la distanza e non permette ritorno alla distanza. 

E traspare forse un'intuizione ulteriore in quelle espressioni a prima vista abnormi. Il Dio presente in tutte le cose non aderisce per questo a un indiscriminato "dovunque"; è in tutto, certo, ma insieme al di sopra di tutto. Ciò non significa, però, che non sia "da nessuna parte", come se nella sua costitutiva imprendibilità finisse per evaporare; al contrario, possiede un suo luogo, in qualche modo identificabile. Non si ha il coraggio, oggi, di dire: perfettamente identificabile. 



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COMMENTI
10/09/2014 - Il luogo di Dio (luisella martin)

Pare che il luogo di Dio sia la Misericordia, come ha tentato di spiegarci oggi il Santo Padre; un luogo che, allo stesso tempo, è anche un tempo, il nostro "oggi".