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LETTURE/ Che cos'è un vignettista?

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Stéphane Charbonnier, ex direttore di Charlie Hebdo, ucciso dagli estremisti islamici il 7 gennaio (Immagine dal web)  Stéphane Charbonnier, ex direttore di Charlie Hebdo, ucciso dagli estremisti islamici il 7 gennaio (Immagine dal web)

E non si capisce la peculiarità della tragedia parigina fino a che non la si definisce per quello che veramente è stata: un assassinio in massa di poeti. 

"E' morto un poeta!", pare avesse gridato Alberto Moravia a Roma, la mattina in cui fu scoperto il corpo di Pier Paolo Pasolini; ed è quello che sarebbe stato bene urlare a Parigi pochi giorni or sono: "Hanno ucciso dei poeti!". Il che non significa (a scanso di demagogismi, che pure si sono già ascoltati) che la loro morte sia stata più tragica di quella degli altri: siamo, tutti noi, uguali ed umane creature di fronte a Dio. Ma bisogna anche avere la chiarezza, e il coraggio, di dire che la morte di un poeta — qualunque tipo di poeta, in qualunque lingua e tradizione artistico/letteraria,  in qualunque parte del mondo — è particolarmente tragica: perché il poeta (anche quando fa il vignettista) trascende continuamente la condizione umana, evoca l'immortalità. E chi tronca questa speranza d'immortalità compie "il più brutale di tutti i troncamenti" (the most unkindest cut of all),  come scrive Shakespeare nel Giulio Cesare.



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COMMENTI
12/01/2015 - Io non sono C.H. ! (Luigi PATRINI)

Credo che Carla Tedeschi non abbia torto: difficile dire se le vignette (non tutte, spero!) di C.H. fossero volgari perché i redattori hanno "cattivo gusto", o se i redattori avessero "cattivo gusto" perché facevano vignette volgari: si può disquisire, ma quel che è certo che molte delle loro vignette erano volgari, di pessimo gusto e offensive. Non dirò allora che quel che è loro successo se lo siano cercato, ma certo vedendole non si può non sentirsi offesi. E nessuno, con la scusa di avere "cattivo gusto" ha il diritto di offendere la sensibilità mia o quella di altri. Questo non giustifica certo gli islamisti assassini, ma mi permette di dire a voce alta che "Io non sono Charlie Hebdo"!

 
12/01/2015 - il mondo visto dai poeti (Alessandro d'Alessandro)

Grazie, o Dio, che ai sapienti hai negato i rudimenti dei misteri della fede che chi è piccolo sol vede! Quei van dietro ai menestrelli “ce n’è brutti, ce n’è belli!” Or da tutti è risaputo: il cervello s’han bevuto!

 
12/01/2015 - "impegno conoscitivo"? (Carla Tedeschi)

Sinceramente, pur apprezzando alcune riflessioni dell'articolo, e fermo restando che la satira ha un suo registro, fatico a cogliere un "impegno conoscitivo" in certe vignette che mi sembrano invece esprimere un disimpegno ed una cecità intellettuale incapace (o non desiderosa) di cogliere l'esperienza altrui.