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LETTURE/ Derrida, "istruzioni" per liberarsi dell'ideologia

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Jacques Derrida (1930-2004) (Immagine dal web)  Jacques Derrida (1930-2004) (Immagine dal web)

La posta in gioco della capillare, vorticosa lettura compiuta da Derrida sul testo di Platone è alta: si tratta, infatti di mostrare in che modo, attraverso l'opposizione tra la parola viva e la parola scritta elaborata dal filosofo ateniese (e, più o meno sotteraneamente presente lunga tutta la storia della filosofia dell'occidente), la filosofia si sia venuta costituendo come discorso che procede per opposizioni (vero/falso, dentro/fuori, razionale/irrazionale, e così via) le quali, a loro, volta, si dispongono sempre secondo un ordine gerarchico che vuole che uno dei due poli sia autentico e l'altro subordinato e spurio. 

Non si tratta, ovviamente, di negare le opposizioni (Derrida, contrariamente a quanto sostenuto dai suoi molti detrattori, non lo ha mai fatto), né di dichiarare che la realtà è solo un gioco di composizione e scomposizione di segni e significati che vorrebbero solo coprire l'insensatezza della storia e dell'esistenza dell'uomo: si tratta, piuttosto, di vegliare sui rischi che si corrono ogni volta che si pretende di chiudere quanto si scopre dentro un sapere che escluda tutto ciò che viene riconosciuto come diverso, come altro.

La lettura di Derrida, oggi più che mai attuale di fronte ai tanti conflitti identitari che scuotono la società, travalica l'ambito accademicamente filosofico per riverberarsi su un pugno di domande che, tra l'altro, accompagneranno le sue numerosissime opere con martellante continuità: che ne è di un discorso, di un'identità, di un sapere, di una cultura che si chiudono nell'arcigna pretesa di un'auto-fondazione e non riconoscono di essere generati e costantemente inquietati da un'alterità che, allora, solo a prezzo di violenze e censure, potrà essere occultata? Che ne è dell'umano che non riconosce di essere compreso in una storia che lo trascende e che non può essere considerata un possesso geloso?


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L'articolo anticipa la relazione dell'autore in occasione dell'incontro "La farmacia di Platone", primo appuntamento (16 gennaio) di un ciclo di cinque letture organizzate da Prologos. Il ciclo ha per titolo "Derrida lettore dei filosofi. L'evento del testo". Dettagli e date su www.prologos.it



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