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LETTURE/ Noi, sazie e soli, e quella profezia di Pasolini

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Pier Paolo Pasolini (1922-1975) (Infophoto)  Pier Paolo Pasolini (1922-1975) (Infophoto)

Il postmoderno è l'uomo che non crede neanche nel materialismo scientista, e crede che il proprio parere superi anche l'oggettività medica, decide se un trattamento va o non va fatto non su basi tecnicamente misurate, ma sul parere personale: che il tabacco o la cocaina facciano male lo dice la scienza ma "io posso decidere che sono un valore se liberamente lo scelgo e decido in autonomia". Già, perché la bandiera della postmodernità è l'autonomia, l'ideale è l'uomo e la donna staccati da legami morali o familiari (che non significa "immorali" o "antifamiliari", ma semplicemente che ne sono staccati, scollegati); e che hanno come unico riferimento la autodeterminazione, la decisione presa in solitudine. Vedi tante novità in campo etico, ma anche la perdita di tradizione, di appartenenza e di socialità, che porta la gente a staccarsi dall'impegno sociale e a non saper come difendere la propria identità ed esistenza di popolo.

Ecco perché l'occidente postmoderno che ha tagliato le sue radici col passato, abbandonandosi a centri di potere e cultura sovranazionali che sembrano esser neutrali ma hanno una loro ferrea etica (diversa da quella delle antiche nazioni), si trova a disagio quando viene attaccato da culture nuove, migratorie e fondamentaliste. Lo abbiamo visto in questi giorni e questi anni: si protesta allora perché si subiscono degli attacchi, ma quale risposta culturale sa dare questo occidente orfano di una storia, privato di radici e quindi senza ali per volare e mani invogliate a prendere vanghe per costruire?

Sono scomparse le lucciole della società contadina e sono poi scomparse le bandiere della società ideologica figlia del mondo industriale; restiamo noi, che viviamo nella società della solitudine. I nostri ospedali e le nostre scuole sono diventati delle aziende basate sul budget invece di far sentire insegnamento e cura come una missione; la politica è sotto accusa per l'individualismo e la scarsa lungimiranza sociale. E' una solitudine ben mascherata dalla vernice dell'autodeterminazione e della libertà come rispetto asettico. Perché il postmodernismo — l'individualismo, l'utilitarismo — ci vuole tutti sazi e soli: non riesce nel primo intento (vedi le crisi economiche ineluttabilmente giunte), ma riesce bene nel secondo. 

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