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FLANNERY O'CONNOR/ Scrivere, un dono "imprevedibile" come la ruota del pavone

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Flannery O'Connor (1925-1964) (Immagine dal web)  Flannery O'Connor (1925-1964) (Immagine dal web)

Io terrò le lezioni letterarie dei tre cicli su altrettanti grandi autori: Tolstoj, McCarthy e Veronesi. I laboratori di scrittura saranno seguiti da Andrea Fazioli, giornalista e scrittore della Svizzera italiana. Il lavoro di scrittura, poi, proseguirà sotto la guida di un editor (Andrea Riccardi, Francesco Napoli, Laura Bosio) che correggerà gli elaborati di ogni partecipante.

Cosa ha imparato lei durante questi anni dietro alla "cattedra"?
Ho imparato che, al di là delle tecniche, uno può essere aiutato a fare meglio. L'altra cosa che mi porto a casa da questi anni è che si è sempre alla scoperta del proprio dono, che non si può prevedere, ma accade. Il dono non è mai secondo i nostri parametri. E non tutti quelli che si iscrivono alla scuola di scrittura hanno il dono della penna, anzi sono pochi ad averlo. È in ogni caso la vittoria di un riconoscimento: un talento se c'è, accade! Noi non facciamo altro che guidare chi ci troviamo davanti. Li timoniamo, poi, però, partono loro. E guardandoli coinvolgersi nel lavoro ci fanno riscoprire la letteratura. 

Cosa vuole insegnare ai giovani partecipanti?
Perché un insegnante insegna? Basta a un insegnante spiegare bene il latino? Che scopo è insegnare i trucchi del mestiere? Dentro a un incontro, incontro la persona e, nella misura in cui si coinvolge, diventa un incontro irripetibile. Attraverso il bisogno di scrivere aiuti delle persone a uscire da uno stato di tiepidezza. Questo è aiutato anche dalla prospettiva di un lavoro finito: la pubblicazione per i lavori migliori in e-book edito da Sef (Società Editrice Fiorentina) nella Collana "Le Staffette". Senza illuderci e senza la logica del talent show. Il mio obiettivo non è quello di insegnare trucchi ma servire un bisogno. E dentro questo bisogno succede qualcosa. Ci aiutiamo a trasformare un impulso centrifugo in lavoro per guardare meglio la realtà. Colgo, allora, l'occasione per invitarvi a questa nuova avventura.

(Davide Ori)



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