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DOPO PARIGI/ Tolleranza e libertà? La lezione di Voltaire e Stuart Mill

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E' questo che il passo che dobbiamo fare. Meritarci la tolleranza. Smetterla di essere fanatici. Da qualunque parte stiamo. E questo non può che passare da una riflessione su noi stessi. Dalla considerazione dei limiti della nostra libertà. "Le persone chiedono la libertà di parola come una compensazione per la libertà di pensiero che usano di rado" ricordava polemicamente il filosofo Søren Kierkegaard. "La mia libertà finisce dove comincia la vostra" è una delle celeberrime frasi di Martin Luther King. Dopo i fatti di queste settimane, secondo me, dovremmo riflettere. Rileggere le opinioni di tanti autori e pensatori, come ho cercato di fare io in queste poche righe. E pensare. Metterci, per una volta, dall'altra parte. "Il diritto dell'intolleranza è quindi assurdo e barbaro; è il diritto delle tigri; anzi, è anche più orribile, perché le tigri non sbranano che per mangiare, mentre noi ci siamo sterminati per dei paragrafi". Era il 1763 quando Il Trattato sulla Tolleranza di Voltaire fece la sua apparizione in Francia. Francamente, non mi sembra che abbiamo fatto grandi passi avanti da allora.



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