BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

GUARESCHI/ Giovannino dava fastidio? Qualcuno lo voleva nel lager...

Pubblicazione:

Giovannino Guareschi (1908-1968), foto segnaletica 1944 (Immagine d'archivio)  Giovannino Guareschi (1908-1968), foto segnaletica 1944 (Immagine d'archivio)

C'è qualcosa di nuovo, oggi nel sole, anzi d'antico… E davvero c'è chi non si stanca, neppure dopo la bellezza di settant'anni, di ripetere le stesse cose, di mettere in dubbio il coraggio e soprattutto le sofferenze di 600mila ed oltre internati militari italiani che dopo l'8 settembre 1943 finirono nei campi di prigionia nazisti, definiti, appunto, dai tedeschi "Italienische Militär-Internierten", in modo che non rientrassero nella convenzione di Ginevra del 1929 e, così, sottrarli all'assistenza degli organi internazionali e sottoporli al "castigo esemplare" che Hitler aveva promesso agli italiani.

Il motivo del dubbio e dell'assai poco velato disprezzo nei confronti degli Imi è sempre il solito: purtroppo fra questi soldati che rifiutarono di rimanere alleati dei tedeschi e, in seguito, di aderire alla Rsi c'era un tale Giovannino Guareschi, talmente inviso a tanti intellettuali e politici di ogni ideologia, da far mettere in dubbio innanzitutto la sua, di prigionia, ma di conseguenza anche quella degli altri Imi. 

Vi cito, come esempio, un exploit comparso sul Corriere dell'Alto Adige (edizione locale del Corriere della Sera) il 5 gennaio 2011, in un articolo a firma di Andrea Felis, consigliere Pd e docente a Bolzano. Felis ricorda nel pezzo Carlo Lazzerini, filosofo, anima del liceo classico bolzanino, scomparso pochi giorni prima, anch'egli internato militare dopo l'8 settembre, uscito dai lager polacchi con decine di chili in meno e la tubercolosi come dote. Bene, dopo aver giustamente tessuto le lodi di Lazzerini, che definisce «Un pezzo molto robusto di storia locale, che metteva anche soggezione: fra antifascismo vissuto e non ostentato, impegno sincero in campo democratico di sinistra», Felis sottolinea che, una volta tornato dal lager, Lazzerini «Ancora dopo tanti anni non nascondeva il suo disprezzo per Giovannino Guareschi, anche lui detenuto ma "di lusso", sospettato di doppiogiochismo fra i soldati incarcerati». 

Ora, ammesso che l'affermazione sia realmente attribuibile al filosofo ex internato e non allo stesso Felis, arriva tardi: già nel 1949 Voce Comunista, settimanale della Federazione milanese del Pci, scriveva, in un articolo dal titolo "Padre Lombardi elogiò il Candido": «Nel lontano 1945 si ricongiungeva a Milano un crocchio di umoristi che la guerra aveva diviso: Guareschi rientrava dalla prigionia in Germania, una strana prigionia che, invece di lisargli l'esistenza, lo aveva ingrassato e guarito dall'ulcera». 

Per fortuna, come ha già fatto nel 1949, a queste accuse può rispondere direttamente Giovannino, dalle pagine del Candido del 3 aprile: 

«Ora, dico la verità, sapevo che, ritornando avrei dovuto difendermi su tutto e perciò sono tornato ampiamente documentato, anche per quanto riguarda l'ulcera gastrica. Ma, stupidamente, non ho pensato che avrei dovuto difendere anche la mia fame. Non conoscevo ancora i comunisti italiani e perciò, pur essendomi pesato il giorno della liberazione ed essendo risultato diminuito di chilogrammi 35 nei 19 mesi di prigionia, non pensai di far stendere da apposita commissione un verbale di pesatura firmato da una decina di persone. Io oggi, per non figurare un profittatore di guerra, per togliere dalla pulizia e dall'onestà della mia fame l'ombra di sospetto derivante dall'affermazione del …………. che dirige "Voce Comunista" debbo procurarmi i documenti sufficienti per poter riempire lo spazio lasciato in bianco più sopra con la qualifica che merita il direttore di Voce Comunista». 



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
25/01/2015 - Il solito metodo (Giuseppe Crippa)

Credo faccia molto piacere agli ammiratori dell’indimenticabile Giovannino Guareschi venire a conoscenza (o ricordare) particolari poco conosciuti della sua vita come questa sua reazione ironica ad uno squallido e calunnioso attacco di un giornale di sinistra, cosa che da modo di constatare che il metodo è rimasto esattamente lo stesso: vedi Corriere e Repubblica nei confronti del recente convegno sulla famiglia promosso dalla Regione Lombardia la settimana scorsa a Milano…