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LETTURE/ Shoah, per "ricordare" bisogna rileggere Moby Dick

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Adolf Hitler (1889-1945), moderno capitano Achab? (Immagine d'archivio)  Adolf Hitler (1889-1945), moderno capitano Achab? (Immagine d'archivio)

In Italia fu tradotto per la prima volta da Cesare Pavese nel 1932, un anno prima dell'avvento del nazismo (dieci anni dopo la marcia su Roma) e una seconda volta nel 1941, in pieno conflitto. Pavese scrisse che tradurre Melville serviva "a tenersi al passo coi tempi", ma non specificò se la sua osservazione fosse meramente letteraria o fosse a più ampio raggio.

Per Claus il capitano Achab è il grande ipnotizzatore: è dalla sua retorica e dalla sua propaganda che occorre mettersi al riparo. Offeso nel suo corpo, Achab ha esibito la sofferenza della perdita della gamba per conquistare l'equipaggio alla sua "disumana sete di vendetta". Per giorni interi non lo si vede, ma di notte il rintocco diseguale della sua camminata sul ponte del Pequod cattura l'attenzione dei marinai semi assopiti, meglio di come farebbe il pendolo di un ipnotista. Solo il primo ufficiale Starbuck resiste alle sirene del delirio di Achab, ma alla fine anch'egli trascina se stesso e i suoi marinai nel fatale ultimo attacco alla balena.

Mentre ascolto la guida berlinese, ricordo che Freud per spiegare la psicologia delle masse ricorre all'ipnosi e all'innamoramento per il capo. Fenomeni che ben conosceva, la prima per averla utilizzata all'inizio della sua carriera e il secondo per averlo studiato attraverso il transfert. Entrambi esigono l'annullamento della volontà individuale, la super valutazione dell'amato e del capo e la sottomissione completa. Freud abbandonerà presto l'ipnosi riconoscendosi (come spesso gli succedeva) nelle ragioni del paziente che, a buon diritto, difende la propria individualità. Da questa importante correzione ricaverà una cura del pensiero e del desiderio — compreso il desiderio di sottomissione — basata sulle libere associazioni: la considero l'omaggio quotidiano alla libertà da parte di un ebreo "positivista impenitente".

A Posdamer Platz, oggi il centro della Berlino riunificata, Claus si congeda, saluta e offre le ultime indicazioni: "alle vostre spalle i nuovi palazzi con i moderni centri commerciali, più avanti, a dieci minuti a piedi, il monumento alla memoria della Shoah". Il monumento si compone di 2711 grandi stele di cemento organizzate a mo' di labirinto, dove un uomo addentrandosi sparisce. Vado avanti. Vado a vedere dove la mistica della sottomissione a un führer ha fatto sparire sei milioni di uomini.



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COMMENTI
27/01/2015 - quando manca il pensiero.... (Laura Menegola)

Interessante, la lettura della seduzione per il capo certamente riprende temi non nuovi ma significativi. Il problema è sempre l'assenza del pensiero, come la nostra Arendt scrive, anche nelle altre opere successive, accanto alla crisi dei legami tra soggetti all'interno di una società di massa in cui l'individuo è solo. cfr. su questo anche Sartre, sull'antisemitismo (io odio gli ebrei è una frase da recitare in gruppo, nella comunità dei mediocri) e, come noto, il film L'Onda è un forte richiamo in questa direzione....

 
26/01/2015 - commento (francesco taddei)

lo sterminio degli ebrei va ricordato ed onorato. ma ci sono pure altre cose da ricordare. come gli esuli istriani, degni solo di un trafiletto sui tg. quegli esuli che furono trattati peggio dei profughi dai comunisti che li chiamavano "traditori" e dal santo de gasperi che si girò dall'altra parte. questi democristiani santificati. erano uomini e come tali commettevano errori. ma qualcuno si rifiuta di riconoscerlo.