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LETTURE/ Shoah, per "ricordare" bisogna rileggere Moby Dick

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Adolf Hitler (1889-1945), moderno capitano Achab? (Immagine d'archivio)  Adolf Hitler (1889-1945), moderno capitano Achab? (Immagine d'archivio)

Nell'ultimo anno Berlino è balzata sul podio delle capitali europee più visitate dai turisti. Il motivo? Il suo essere la "scatola nera" della memoria europea e delle sue contraddizioni.

Ho conosciuto Claus, un traduttore berlinese, nella sua veste di guida per turisti. È nato all'epoca dei primi lavori del muro che ha diviso la sua città e la sua famiglia. Gli zii erano rimasti a est e far loro visita era un'avventura ogni volta. All'inizio la metropolitana collegava est e ovest, ma in ossequio alla realpolitik il binario a est è rimasto morto per 30 anni. 

Intanto la città distrutta, lentamente, risorgeva. Dopo l'8 maggio 1945 Berlino era un cumulo di macerie perché la retorica nazista, come non prevedeva il pentimento, neppure prevedeva la resa. Così Eichmann, e tanti altri come lui, dopo le ultime deportazioni degli ebrei a Auschwitz, era corso a immolarsi alla "purezza ariana" nella battaglia di Berlino. Anche questa volta la sorte non fu dalla sua parte, com'ebbe a lamentarsi nel corso delle deposizioni fatte conoscere a tutto il mondo dalla Banalità del Male di Hannah Arendt, una donna il cui desiderio di comprensione non si assoggettò a nessuna retorica, neppure a quella delle vittime o dei vincitori. 

Mentre i pensieri corrono, Claus fa cenno di fermarsi: "siamo nella Bebelplatz, la vecchia piazza dell'Opera. Ora guardate a terra in questa finestra …". Una finestra di cristallo permette di guardare qualche metro più in basso, dove è allestita una biblioteca sotterranea con gli scaffali bianchi, immacolati e vuoti a ricordare il rogo dei libri del 10 maggio 1933. Convocati da Goebbles 40mila studenti bruciarono cataste di libri per iniziare una nuova era — cito dal discorso del ministro della propaganda che incantava la folla con la retorica alata, violenta e vuota che ipnotizzò un'intera nazione: "L'uomo tedesco del futuro non sarà più un uomo fatto di libri, ma un uomo fatto di carattere. È a questo scopo che noi vi vogliamo educare. Come una persona giovane, la quale possiede già il coraggio di affrontare il bagliore spietato, per superare la paura della morte, e per guadagnare il rispetto della morte". Claus si allontana di qualche passo e non commenta. Il nazismo è una memoria che pesa anche per chi è venuto dopo e con quella storia non ha nulla a che fare.

Nella sua tracolla Claus tiene il Moby Dick di Melville. Dice che gli serve per scrivere un articolo sul nazismo. E' una sua ricerca personale, ma non troppo perché ogni tedesco se lo domanda come la nazione sia rimasta vittima di un così immane esperimento ipnotico. Allora Melville torna utile. Scritto nel 1851 Moby Dick si è affermato come capolavoro della letteratura statunitense e mondiale solo alcuni decenni più tardi. 



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COMMENTI
27/01/2015 - quando manca il pensiero.... (Laura Menegola)

Interessante, la lettura della seduzione per il capo certamente riprende temi non nuovi ma significativi. Il problema è sempre l'assenza del pensiero, come la nostra Arendt scrive, anche nelle altre opere successive, accanto alla crisi dei legami tra soggetti all'interno di una società di massa in cui l'individuo è solo. cfr. su questo anche Sartre, sull'antisemitismo (io odio gli ebrei è una frase da recitare in gruppo, nella comunità dei mediocri) e, come noto, il film L'Onda è un forte richiamo in questa direzione....

 
26/01/2015 - commento (francesco taddei)

lo sterminio degli ebrei va ricordato ed onorato. ma ci sono pure altre cose da ricordare. come gli esuli istriani, degni solo di un trafiletto sui tg. quegli esuli che furono trattati peggio dei profughi dai comunisti che li chiamavano "traditori" e dal santo de gasperi che si girò dall'altra parte. questi democristiani santificati. erano uomini e come tali commettevano errori. ma qualcuno si rifiuta di riconoscerlo.