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LETTURE/ Pio XII e gli ebrei? Melloni e Levi sbagliano bersaglio

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Eugenio Pacelli (1876-1958) ovvero Pio XII (Immagine d'archivio)  Eugenio Pacelli (1876-1958) ovvero Pio XII (Immagine d'archivio)

Nel libro raccontai anche i due enigmi che ancora avvolgono la vicenda di Claus Von Stauffenberg, l'ufficiale che il 20 luglio 1944 tentò di uccidere il Führer: se cioè sia vero che il colonnello, fervente cattolico, prima di collocare la bomba si confessò dal vescovo di Berlino, ne ottenne l'assoluzione e si comunicò; e se si possa affermare che il Vaticano fu preventivamente informato dell'Operazione Valchiria. 

Altri capitoli furono dedicati: alle donne tedesche che si batterono per la fede e la carità contro l'antisemitismo nazista; ai non pochi ebrei, anche famosi, scesi in campo in difesa di Pio XII, un papa ingiustamente diffamato; ed anche, per una informazione completa ed obiettiva, ai sacerdoti e monsignori che si schierarono a fianco di Hitler.

Del resto, le vere intenzioni di Hitler nei confronti del cattolicesimo si erano manifestate fin dall'inizio della dittatura. 1° febbraio 1933: presa del potere e impegno formale a "proteggere fermamente il cristianesimo". Poco dopo, seguendo l'esempio di Mussolini, Hitler firma il concordato con la Santa Sede. Ma ben presto rivela le sue vere intenzioni. Una serie di soprusi e violenze ai danni della Chiesa cattolica tedesca spinge Pio XI a promulgare l'enciclica Mit brennender Sorge. L'assassinio del presidente dell'Azione Cattolica di Berlino segna l'inizio di un'autentica persecuzione: soppressione delle scuole cattoliche, chiusura della stampa confessionale, arresto dei suoi direttori, ondata di processi-farsa contro il clero. In Austria, dopo l'Anschluss, si arriva al saccheggio e all'incendio delle scuole cattoliche e del palazzo arcivescovile. Negli stessi anni, una persecuzione ancora peggiore, caratterizzata da un atroce spargimento di sangue, colpisce il clero cattolico nella Spagna repubblicana, dove l'esercito si è ribellato al governo filocomunista spalleggiato dalla Russia sovietica, dando inizio alla guerra civile. 

In Germania, fu Clemens von Galen, futuro beato, vescovo di Muenster, ad assumere un ruolo fondamentale nello schierare la Chiesa cattolica tedesca contro la dittatura nazista. Accanto a lui, il vescovo di Berlino, Konrad von Preysing, suo cugino primo. Furono essi a dare inizio ad una lotta senza quartiere, da parte delle organizzazioni cattoliche, contro Alfred Rosenberg e il suo Mito del XX secolo, il razzismo. Il segretario di Stato vaticano, Eugenio Pacelli, già nunzio apostolico in Germania, inviò ben settanta note di protesta al governo di Hitler mentre i vescovi tedeschi, riuniti alla conferenza di Fulda, pronunciarono una condanna definitiva nei confronti del "neopaganesimo del sangue e della razza". 

Del pari, parole inequivocabili di condanna del nazismo erano contenute nei due radiomessaggi pronunciati dal pontefice in occasione del Natale del 1941 e del Natale 1942. Ma già nel 1939, allo scoppio della seconda guerra mondiale, con l'enciclica Summi Pontificatus, Pio XII si era schierato apertamente in difesa degli ebrei. E quando era ancora segretario di Stato, aveva pubblicato alcuni articoli dedicati al nazismo su L'Osservatore Romano, in uno dei quali aveva scritto che il partito di Hitler non è "socialismo nazionale", ma "terrorismo nazionale". 



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COMMENTI
27/01/2015 - W la Chiesa. w gli ebrei (claudia mazzola)

Grazie, grazie, grazie di cuore per quel che ho letto.