BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Pio XII e gli ebrei? Melloni e Levi sbagliano bersaglio

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Eugenio Pacelli (1876-1958) ovvero Pio XII (Immagine d'archivio)  Eugenio Pacelli (1876-1958) ovvero Pio XII (Immagine d'archivio)

In un articolo pubblicato il 21 gennaio sul Corriere della Sera in occasione del Giorno della Memoria (27 gennaio di ogni anno), due noti ed apprezzati editorialisti, Ricardo Franco Levi e Alberto Melloni, pongono una serie di "Domande scomode sull'antisemitismo" (questo il titolo del loro editoriale) che ancora — purtroppo — sussiste nella nostra società. Il che è vero. Ed auspicano l'avvento di "una conoscenza più vera della storia, delle storie, delle responsabilità. Per superare gli stereotipi, le visioni rassicuranti, le verità di comodo: quelle degli italiani brava gente, delle leggi razziali fasciste come frutto dell'obbligato accordarsi all'alleato nazista, della Chiesa avversaria del regime e impegnata, sotto la guida di Papa Pio XII, a difesa e a protezione degli ebrei". Dunque, ci risiamo. La Chiesa e il Papa difesero gli ebrei? Neanche per sogno: una balla, uno stereotipo, una "verità di comodo". 

Avendo dedicato un bel po' del mio ormai lungo tempo a scrivere O la Croce o la svastica. La vera storia dei rapporti tra la Chiesa e il nazismo, uscito quattro anni fa per la Lindau di Torino, non posso restare indifferente di fronte a queste reiterate polemiche, che non accennano a placarsi, sull'atteggiamento di Papa Pacelli verso la persecuzione antiebraica. Scrissi quel libro perché, nel mio archivio di giornalista di lungo corso, avevo materiali anche inediti che non potevano più restare tra le carte polverose. E che mi misero nelle condizioni di porre finalmente un punto sicuro sulla vicenda. Quel punto sicuro consiste nel fatto che la Chiesa cattolica fu la più eroica, la più determinata, la più intransigente comunità ad opporsi alle follie razziste e alla persecuzione antiebraica. Con il risultato di salvare — conti alla mano — non meno di un milione di ebrei in tutta Europa, e con un tragico conto da pagare al Terzo Reich, consistente in non meno di 4mila religiosi immolatisi in nome della fede e della giustizia, e sterminati nei lager nazisti.

Il primo religioso tedesco a finire in un lager fu il gesuita Josef Spieker. In una predica a Colonia, nel 1934, aveva esclamato: "La Germania ha un solo Führer ed è Cristo!". E il primo ad essere eliminato dai nazisti fu monsignor Bernard Lichtenberg, arciprete della cattedrale di Berlino: aveva pregato assieme ad un gruppo di ebrei. Non fu che l'inizio di una sfida senza equivoci che si concluse con il sacrificio di quattromila sacerdoti e religiosi cattolici. Alla guida di questa eroica impresa, due grandi pontefici: Pio XI e Pio XII. 

Ho l'ambizione di aver raccontato la vera storia dei rapporti tra la Chiesa e il nazismo illudendomi così di chiudere definitivamente la disputa sui presunti silenzi di Pio XII, il papa che Reinhard Heydrich — il promotore della "soluzione finale del problema ebraico" — in un rapporto segreto aveva definito "schierato a favore degli ebrei, nemico mortale della Germania e complice delle potenze occidentali». 



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
27/01/2015 - W la Chiesa. w gli ebrei (claudia mazzola)

Grazie, grazie, grazie di cuore per quel che ho letto.