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LETTURE/ Jacques Le Goff e quel brutto vizio di "impadronirsi" del tempo

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Ma la periodizzazione non è mai neutra, implica un giudizio di valore e l'esempio del Medioevo lo dimostra. Senza cambiamento non c'è storia, così come non c'è storia senza progresso, ad esempio in un tempo circolare. Ma quali sono i cambiamenti epocali? Quali le svolte davvero storiche? 

Definire un'epoca può voler dire conferirle un significato: così è, nell'antichità, la lettura delle sei età della storia di Agostino o le immagini del profeta Daniele. Ma può anche voler dire forzarne il contenuto, quasi sempre in nome di un presente che si vuole affermare. Così è stato per gli inventori dell'oscurantismo medievale. Le Goff li passa velocemente in rassegna: grazie a loro, come titola uno dei capitoli del libro, il Medioevo diventa epoca buia (dark age). 

Si esce dunque dalla lettura di Le Goff con un implicito invito metodologico alla prudenza. Continuità e discontinuità nella storia sono intrecciate. Osservare come i migliori storici affrontano la complessità degli eventi del passato potrebbe insegnare ponderatezza anche nella lettura delle vicende del presente, o del passato recentissimo. Per fare un esempio — ma sarebbe da approfondire in altra sede — le polemiche mediatico-ecclesiali sulla cosiddetta svolta storica del papato di Francesco: c'è questa svolta epocale? E se sì, in cosa davvero consiste?

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