BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ "Il miele e la neve": il ritorno (nel mondo) di chi si era perso

Pubblicazione:

Foto Pars  Foto Pars

Oppure Giorgio, che in un passaggio di forte intensità dice: "Sarebbero da usare le frasi di Papa Francesco che sono quelle più chiare e convincenti: la persona che non si apre all'altro, si chiude e tende inevitabilmente ad avvizzire, è una vita che rinsecchisce. Noi questo non lo viviamo nella pienezza che richiederebbe, però per grazia lo abbiamo visto in alcune persone e vediamo che, stando dietro a questa traccia, anche la nostra vita mantiene un minimo – o un massimo, o un medio – di vitalità".

Non è la tristezza infinita del povero Lou Reed che cantava "Quando l'eroina è nel mio sangue e quel sangue è nella mia testa ringrazio Dio, sto bene come un morto". Ecco, la vita descritta nel Miele e la neve insegna a piangere per i morti quelli vicini e lontani. La vita presso il Villaggio San Michele è un inizio, un inizio sempre.

Credo che il testo scritto da Abbruzzese rappresenti una pietra miliare, perché affronta il tema della perdita di sé nelle droghe senza sconti né sentimentalismi, sottolineando come "dalla droga si può e si deve uscire".

-
pars.it 

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.