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SVETLANA ALEXSIEVIC/ Premio Nobel per la letteratura: dopo "Cernobyl" c'è solo l'io

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Svetlana Aleksievic, premio Nobel 2015 per la letteratura (Immagine dal web)  Svetlana Aleksievic, premio Nobel 2015 per la letteratura (Immagine dal web)

Questo premio Nobel riconosce anche questo: il valore di un'arte che cerca l'uomo e non si arresta alla forma; la Aleksievič ha dato voce all'uomo singolo sconosciuto, concreto, davanti al quale non reggono le costruzioni ideologiche, gli eroismi, i moralismi. C'è una frase, in un suo libro, che dà tutto il significato dello scrittore, oggi e sempre, ed è un'idea che ripete spesso anche nelle interviste: «non noi ma io», non il collettivo con il quale ha cercato di sedurci il mito sovietico, ma l'uomo nudo davanti al destino. Non la grande storia ma le singole storie private, nella loro infinita varietà. Come autore è lontana dalle morti tante volte annunciate: dell'autore, del protagonista, del testo; la Aleksievic racconta storie vere in modo comprensibile, personale, con tutta la vulnerabilità del testimone. La sua scrittura interroga ciascuno e chiede ragione della posizione che abbiamo di fronte alla vita: «Noi diciamo sempre "noi", e non "io", "noi daremo prova dell'eroismo sovietico", "noi faremo vedere il carattere sovietico". Al mondo intero! E "io" invece? Io sono io! E io non voglio morire… E io ho paura… […] Dopo Černobyl' credo sia un fatto naturale. Abbiamo imparato a dire "io"… Io non voglio morire!... Io ho paura…».

Questa è la grande letteratura russa.



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