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DON CAMILLO DI GUARESCHI/ Perché questo prete piace tanto ai Papi (Francesco incluso)?

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Don Camillo e Peppone nella versione cinematografica (Immagine dal web)  Don Camillo e Peppone nella versione cinematografica (Immagine dal web)

«Questi i fatti: mi chiama ad Assisi don Giovanni Rossi, creatore della Pro Civitate Cristiana e già segretario particolare del cardinale Ferrari, oggi sugli altari per volontà di Giovanni Paolo II. Vado a rivedermi Giotto, poi passo da don Giovanni. Che voleva? "Alcuni giorni fa sono stato da papa Giovanni (papa Roncalli). Monsignor Loris Capovilla nell'introdurmi nello studio del Santo Padre mi ha detto: "Don Giovanni, le raccomando, sia  breve. C'è una coda di alti prelati che aspetta". Invece il papa mi trattenne più di un'ora. Come sai gli sono  amico da sempre. Quando era a Venezia, come Patriarca, è venuto più volte qui. Ricordo anzi che tu gli hai parlato a lungo. Ebbene, sai che mi ha detto il papa? Il catechismo che si studia oggi, quello di Pio X, è sorpassato. Non si può più far imparare a memoria ai bambini che si apprestano a fare la prima comunione frasi  come questa: Chi è Dio? È l'Essere Perfettissimo, Creatore del Cielo e della Terra. Ho pensato — è sempre papa Roncalli che parla — di affidare ad un vero scrittore popolare la stesura del Nuovo Catechismo, con l'aiuto,  naturalmente, di un bravo teologo. Così mi è venuto spontaneo alle labbra il nome di  Guareschi — Papa Roncalli, quando era stato Nunzio a Parigi, aveva regalato una copia del Don Camillo, appena apparso in francese, al presidente della Repubblica Auriol —. Vuoi, per piacere, combinarmi un incontro a Milano con Guareschi?" concluse don Giovanni Rossi. Telefonai al Candido e riferii tutto a Minardi perché Guareschi da diverse settimane si era rinchiuso nel suo isolamento di Roncole, vicino a Parma, quasi di fronte alla casa natale di Giuseppe Verdi. La risposta venne il giorno dopo: "Guareschi dice che don Giovanni Rossi è matto". Chiamai Assisi e con i dovuti modi riferii il rotondo "no" di Guareschi. Don Giovanni Rossi non rinunciò. Tornò a tempestarmi di telefonate, poi andò a Milano, ma non vide Guareschi». 

Così, dopo Benedetto XVI, che disse di apprezzare i film di Don Camillo, oggi tocca a Francesco chiedere alla Chiesa di ispirarsi al parroco di campagna creato da Giovannino Guareschi, anche se non è la prima volta che Papa Bergoglio cita don Camillo e, da ciò che ha detto vien da chiedersi quanto sia plausibile la somiglianza fra il Vescovo di Roma, chiamato dalla "fine del Mondo", e il sanguigno sacerdote sempre alle prese con il carattere facilmente "infiammabile" della gente di "Mondo piccolo" e con l'animo testardo, ma obbediente alla coscienza cristiana di Peppone. Credo che questa somiglianza stia diventando sempre maggiore, man mano che Francesco riavvicina la Chiesa alla gente, dialogando fraternamente con i tanti Pepponi di questo nostro tempo.



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COMMENTI
12/11/2015 - Un mito da amare anche oggi (claudia mazzola)

Al Santuario delle Fontanelle c'è il prete che nel modo di fare ricorda tantissimo don Camillo. E' una sagoma! Quando celebra la messa, nelle omelie, ci racconta aneddoti divertenti, a volte ci sgrida e ci fa pregare con devozione. Il bello è che noi obbediamo perchè ci tocca il cuore!

 
12/11/2015 - W don Camillo! (Giuseppe Crippa)

Immagino che papa Francesco condivida questa frase che troviamo in uno dei libri di Guareschi: “… la Chiesa è una grande nave che, da secoli, era alla fonda. Ora bisogna salpare le ancore e riprendere il mare! E bisogna rinnovare l’equipaggio: liberarsi senza pietà dei cattivi marinai e puntare la prua verso l’altra sponda. E’ là che la nave troverà le nuove forze per ringiovanire l’equipaggio. Questa è l’ora del dialogo, reverendo!” Attenzione però: chi la pronuncia non è don Camillo, ma don Chichì, il giovane “pretino” inviato in paese a sostituirlo. Don Camillo gli risponde così: “… La mia chiesa non è la grande nave che dice lei, ma una povera piccola barca: però ha sempre navigato dall’una all’altra sponda. (…) Lei allontana molti uomini del vecchio equipaggio per imbarcarne di nuovi sull’altra sponda: badi che non le succeda di perdere i vecchi senza trovare i nuovi. Ricorda la storia di quei fraticelli che fecero pipì sulle mele piccole e brutte perché erano sicuri che ne sarebbero arrivate di grosse e bellissime poi queste non arrivarono e i poveretti dovettero mangiare le piccole e brutte?”.