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LETTURE/ Macchine utensili: il futuro antico del made in Italy

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Alfredo Mariotti (Immagine d'archivio)  Alfredo Mariotti (Immagine d'archivio)

Ucimu-Sistemi per produrre festeggia oggi ufficialmente i 70 anni dalla fondazione. A Villa Erba di Cernobbio viene presentato il volume "La fabbrica delle macchine" di Luca Orlando (Ucimu-Guerini, 2015). Presente l'autore e il presidente dell'Ucimu, Giuseppe Galdabini, la discussione sarà condotta dall'economista Gian Maria Gros-Pietro. Pubblichiamo di seguito la prefazione di Alfredo Mariotti, direttore generale Ucimu-Sistemi per produrre.

 

Chissà quante volte, scorrendo vecchie immagini d’archivio in bianco e nero che ritraggono luoghi, persone, fatti, abbiamo pensato che la storia dell’industria italiana abbia il proprio centro in quella porzione di Novecento compresa tra il secondo dopoguerra e gli anni Sessanta-Settanta. Chissà quante volte anche gli stessi imprenditori hanno pensato che quel periodo, così ricco di accadimenti e di sviluppo, difficilmente sarebbe stato eguagliato da altri. E invece questo primo scorcio di nuovo secolo ha riservato agli osservatori e agli stessi protagonisti del mondo dell’economia reale scenari e fenomeni davvero inaspettati.

Con "La fabbrica delle macchine" di scritto Luca Orlando, Ucimu-Sistemi per produrre, l’associazione dei costruttori italiani di macchine utensili, robot e automazione, in occasione del suo settantesimo anniversario, ha inteso proporre una riflessione sull’evoluzione dell’industria di settore dal 2000 al 2015, coinvolgendo alcuni tra i più titolati economisti e numerosi costruttori italiani in rappresentanza di tutto il mondo della macchina utensile del paese.

Ne è scaturito un volume che crediamo ben celebri l’anniversario di ucimu che, fondata nel 1945 da alcuni lungimiranti imprenditori, ancora oggi è ritenuta tra i più autorevoli interlocutori delle istituzioni e tra i massimi organi rappresentativi dell’industria manifatturiera italiana, anche e soprattutto in virtù delle imprese che vi appartengono, capaci – da sole – di rappresentare circa il 70% del totale del made in Italy di settore.

Nate spesso come botteghe artigiane o officine, le imprese italiane della macchina utensile, nel corso degli anni, sono cresciute e si sono sviluppate fino a divenire realtà di riferimento sul mercato internazionale, proponendosi prima nei paesi vicini e poi, con la globalizzazione, anche in quelli più remoti per geografia e cultura. Proprio questo passaggio ha inciso profondamente sull’evoluzione dell’industria italiana di settore. E da qui siamo partiti cercando di ricostruire, attraverso le testimonianze degli imprenditori e le interviste agli economisti, i fenomeni e le trasformazioni che hanno maggiormente interessato le aziende del settore dal 2000 a oggi, illustrando le scelte e le strategie messe in campo da ciascuna.

Globalizzazione, nuova concorrenza, crisi, reazione alla crisi e futuro sono i temi che abbiamo voluto trattare per proporre, infine, una riflessione più generale sull’evoluzione della società e del lavoro. Dai racconti appare evidente che non esiste una ricetta unica calzante per tutte le aziende, a conferma che la specializzazione è ciò che contraddistingue maggiormente l’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione.  



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