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LETTURE/ La sindrome dei "perfetti" credenti? Non ce l'ha solo l'Isis

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Anche i cristiani hanno in passato ceduto a questa tentazione, ma tradendo così il cristianesimo che professavano. Nel Vangelo Gesù Cristo parla di una nuova nascita, ma l'uomo nuovo di cui parla a Nicodemo nasce dallo Spirito Santo e tocca all'uomo accoglierlo dentro di sé. Lo Spirito soffia dove vuole e non segue le nostre prefissate ideologie.

Su Facebook è apparsa in questi giorni un'invettiva di François Cavanna, fondatore di Charlie Hebdo, che inizia con "Voi, i cristiani, gli ebrei, i musulmani, i buddisti, gli scintoisti, gli avventisti, i panteisti i testimoni di questo e di quello, i satanisti, i guru, i maghi, le streghe,…" e termina con "Voi, oh, tutti voi non rompeteci i c….! Fate i vostri salamelecchi nella vostra capanna, chiudete bene la porta e soprattutto non corrompete i nostri ragazzi. Non rompeteci i coglioni!, cani!".

Ecco un altro "perfetto" che traduce i valori della Rivoluzione francese nel rinchiudere in gabbia chi non la pensa come lui, etichettato senza possibilità di scampo come un elemento inquinante, un corruttore che merita l'appellativo di cane.

Il punto non è quindi, come si sente dire dopo i fatti di Parigi, contrapporre Dio ad Allah (per inciso, Dio è chiamato Allah anche dai cristiani arabi), ma cosa pensiamo ci sia richiesto da questo Dio.

Per i cristiani, Dio non è solo misericordioso, ma è Padre e come tale ama tutti i suoi figli, tanto da essersi incarnato nella nostra miseria umana per salvarla, un Padre che chiede non sottomissione, ma l'ubbidienza e l'amore che un figlio ha per il padre, un amore e un'ubbidienza che richiedono il pieno impegno della libertà, della ragione, del cuore umano. E che rendono inutile inseguire la mefistofelica illusione di essere i creatori di se stessi. 



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