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LETTURE/ Amos Oz, solo un Agnello vivo può rispondere al desiderio di Giuda

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Amos Oz (Immagine dal web)  Amos Oz (Immagine dal web)

Il tema del tradimento è il cuore del romanzo. Giuda tradisce per un eccesso di amore. E' lui "il fondatore della religione cristiana", "un uomo benestante dalla Giudea, non come gli altri discepoli, che erano pescatori e semplici contadini". Convince Gesù ad andare a Gerusalemme, mentre il maestro avrebbe voluto agire solamente in Galilea, e crede fino alla fine che egli riuscirà a scendere dalla croce e a dimostrare a tutti di essere il Figlio di Dio, che porta l'amore universale al mondo intero. Quando invece si accorge che Gesù è un semplice uomo, affascinante nel suo ambito di provenienza, la Galilea, ma al quale lui, Giuda, portandolo a Gerusalemme, ha chiesto più di quanto egli potesse dare, si dispera e si ammazza. 

Si può dire che nella spiritualità giudaica di Schmuel Giuda è ciò che nella spiritualità cattolica è Giovanni: il discepolo prediletto. Ma mentre quest'ultimo rivela che il mistero di Dio come amore si rivela proprio nell'essere l'"agnello macellato" (Apocalisse) che viene dichiarato vittorioso, nella figura del Giuda di Oz questo amore si rivela, dice Schmuel, per ciò che non può non essere: un semplice fallimento. Come è un fallimento l'idea universale di amore che rappresenta Abrabanel, quando pensa ad una fratellanza tra arabi e ebrei. 

Ci sarebbero molti aspetti da approfondire in questo romanzo che critica la teologia politica delle tre grandi religioni — "l'ebraismo e il cristianesimo e anche l'islam predicano il nettare della compassione e della misericordia solo fino a quando non dispongono loro stesse di catene, di potere, di torture"—, ma la domanda emergente che mi sembra porre l'esigenza di una risposta più esistenzialmente necessaria è quella se esista davvero un amore gratuito che non sia solo un'oasi nell'inverno della vita, ma un percorso capace di portare a una reale comunione tra gli uomini. Se non è così, risulta tristemente vero che "l'odio gratuito è meno pericoloso di un amore gratuito", perché "l'amore per l'umanità è sempre legato all'odore antico dello spargimento di sangue".

Secondo me la risposta può essere data solo con la vita, con l'esperienza, mostrando nei fatti all'autore, che in un'intervista ad un giornale tedesco aveva detto che il suo romanzo parla della vita così come è, che in realtà essa può essere segnata anche da un amore incontrabile e gratuito, che passo dopo passo diventa ciò che da sempre è: universale. Nel frammento vissuto si rivela ciò che l'essere stesso è nel suo "primerear": un dono gratuito. Il resto sono davvero solo "parole, parole…". 



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COMMENTI
04/11/2015 - Misura limitata (Giuseppe Crippa)

Non sto ad elencare le molte categorie di persone che non amo affatto, ma mi è capitato di voler comunque bene a qualcuno di loro. Spero che Dio non badi a quello che penso ma tenga conti di questi moti del cuore.