BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LETTURE/ Il Nazareno, un "poeta" disposto a tutto pur di conquistarci

Pubblicazione:

Da una cappella del Sacro Monte di Varallo (Foto dal web)  Da una cappella del Sacro Monte di Varallo (Foto dal web)

Fu poeta: nel vino scorgeva il regno di lassù, nell'angustia intravedeva una fessura, in un'anca fiacca incastrò uno sperone d'eternità. Per taluni miracoli, rimasti nei secoli dissacranti, gli procurarono del legno e un ciuffo di chiodi: l'ubriacatura della croce fu la netta conseguenza d'un vino per veri intenditori della gioia" (p. 112). E così, anche quando "decise di fare testamento, indisse un banchetto e lo scrisse attorno a una tavola: davanti a lui piccole ciotole di terracotta e del vino. Accanto a loro del pane azzimo a disposizione. Tutto come agli inizi: «Prese il calice». Ancora un mutamento di vino: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza» (Mt 26,27-28). Esordì a Cana e salutò a Gerusalemme: nel nome del vino" (ibid.).

In quest'ottica si capisce la Ringkomposition su cui è costruito il volume, che si apre sulla storia di Giordano, evidentemente uno dei carcerati conosciuti da Pozza nella sua esperienza di cappellano: forse un personaggio reale, forse una creazione artistica e simbolica in cui si concentrano e coagulano tanti particolari di personaggi conosciuti nella sua esperienza di sacerdote: nella sua vita sfortunata, disgraziata, offesa nel corpo e nell'anima, Giordano è una summa dell'umanità che cerca e anela ristoro in Dio. E allora anche una Messa sentita per spizzichi e bocconi, con la convinzione, forse un po' dissennata, certo ingenua, che quella sia l'ultima domenica nella casa circondariale, finendo per addormentarsi, diventa un segno di misericordia, degna realizzazione della parola evangelica: "Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro". (Mt 11,28). 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.