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LETTURE/ Se l'ateismo non è un "problema" per l'Europa sotto attacco

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La vera differenza tra l'Europa e i paesi che non garantiscono la libertà religiosa consiste però nel fatto che laddove quest'ultima è riconosciuta, viene rispettato anche l'ateo che professa di non avere nessuna religione. Non perché il liberalismo fosse indifferentismo, ma perché persino la libertà di professare l'ateismo presuppone l'imprescindibilità della dimensione religiosa per i diritti liberali. O per formularlo con Sullivan: «Per rivendicare la libertà religiosa, uno deve innanzitutto avere una religione».

Non è l'ateismo "cosciente" ma l'indifferentismo dell'"ateismo oceanico" che mina le basi della cultura liberale perché solo quest'ultimo fa dimenticare il fondamentale riferimento a una dimensione dell'assoluto che caratterizza ogni persona; sia che ella professi una determinata religione, sia che la rifiuti. Così il riconoscimento dell'opzione atea e il rifiuto dell'indifferentismo sono il contrassegno del liberalismo e della libertà religiosa.



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